domenica, aprile 06, 2008

1948-2008 sessant' anni di elezioni parlamentari (di pAdU)

pAdU's first history article.

Come richiestomi, ho prodotto un articoletto a carattere storiografico su un tema di strettissima attualità: le elezioni parlamentari nazionali. Ho pensato che il miglior modo di presentare gli avvenimenti storici fosse quello di relazionarli al presente sia per non annoiare troppo i non addetti, sia per rendere la cosa più utile. Rimango sempre a disposizione per chiarimenti, aggiunte, curiosità, domande, critiche e persino insulti. Spero non sia troppo lungo, in realtà in storia è molto difficile limitarsi...
Spero che possa risultare interessante per voi ed i vostri lettori; sarò felice di collaborare ancora con voi. pAdU.

Pensate che le campagne elettorali oggi siano stressanti, ossessive ed eccessivamente dispendiose? Credete che i candidati debbano abbassare i toni dello scontro? Beh, la campagna elettorale attuale al confronto con quella del '48 sembra piuttosto una scampagnata...

Correva l'anno 1948. La Repubblica Italiana, nuova di zecca, si apprestava a partecipare per la prima volta all'elezione di un parlamento a suffragio universale. Questa nuova (per l'Italia) formula di voto era già stata inaugurata due anni prima in occasione delle elezioni per l'Assemblea Costituente, ma ora gli italiani e le italiane potevano scegliere per la prima volta da chi farsi governare. Come si può facilmente immaginare, l'eccitazione e il fermento tra la gente comune e tra gli uomini politici erano palpabili, non solo perché agli italiani si dava la possibilità di partecipare alla costruzione politica del paese dopo vent'anni di fascismo e due di guerra civile, ma anche perché dopo la fine della guerra la situazione geopolitica internazionale era tutt' altro che distesa. Infatti il conflitto era terminato a favore di due superpotenze mondiali, contrapposte sul piano politico, economico, sociale, ideologico e militare: gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica. L'Italia, liberata militarmente dall'esercito americano, era entrata a far parte dell'orbita politica ed economica degli Usa, ma all'interno del paese erano presenti forze politiche filo-sovietiche capeggiate dal Partito Comunista Italiano (PCI), il più grande partito comunista europeo al di qua della "cortina di ferro".


Naturalmente gli americani ne erano ben consapevoli e non avevano intenzione di perdere l'alleanza politica ed economica con un paese che avevano appena faticosamente liberato. In questi anni, tra il '47 e il '48 gli Usa sono molto attivi sul piano della politica estera: nel 1947 viene approvato il piano Marshall (European Recovery Program) per la ricostruzione postbellica, e Truman (presidente degli Usa) approva il National Security Act con il quale riorganizza l'esercito e l'intelligence (CIA), autorizzando anche le operazioni clandestine (Covert Operation), che diventeranno un'arma usatissima durante la guerra fredda. Gli americani intervennero con forza nella campagna elettorale italiana, soprattutto attraverso i mezzi di informazione e sponsorizzando largamente il partito di centro-destra, la Democrazia Cristiana che aveva dalla sua anche l'appoggio personale di Pio XII, minacciando di sospendere anche gli aiuti dell'ERP in caso di vittoria dei comunisti. La DC propose una campagna accesissima e verbalmente violenta contro la minaccia comunista, soprattutto ricorrendo allo stereotipo del comunista "mangia bambini/preti"(o cose di questo tipo) esasperando il linguaggio, anche nelle immagini dei manifesti, con toni vagamente apocalittici. Dall'altra parte c'era una coalizione di partiti: il Fronte Democratico Popolare in cui il PCI era la maggior forza politica, ma erano compresi anche Partito Socialista Italiano e Partito Democratico del Lavoro, e usava Garibaldi come simbolo. Naturalmente l'Unione Sovietica finanziò ampiamente il PCI, ma ciò non bastò a sconfiggere la potenza democristiana (anche a causa del colpo di stato in Cecoslovacchia); la DC raggiunse la maggioranza relativa alla camera e al senato con oltre il 48% dei voti, mentre il FDP dovette accontentarsi del 31% circa.

Alcide De Gasperi divenne capo del governo per la quinta volta (era già stato a capo di coalizioni di governo nella transizione dal '45 al '48) e rimase in carica, con tre governi diversi, fino al 1953. L'Italia repubblicana si avviava così verso una solida alleanza con gli Usa (che poi si tradusse nell'adesione al Patto Atlantico), celebrata anche dai viaggi oltre oceano di De Gasperi, mentre i finanziamenti americani all'industria italiana e i nuovi accordi con gli altri paesi dell'Europa Occidentale (CECA) ponevano le premesse per una nuova crescita demografica ed economica (boom degli anni '50) e si muovevano i primi passi verso una integrazione europea.

2 commenti:

Marco Velliscig ha detto...

Siamo come sempre felicissimi delle collaborazioni al blog, e questa in particolare, a me la storia piace moltissimo, è estremamente ben accetta..
Se il pAdU troverà modo di continuare la collaborazione ne sarei contento, intanto ho creato, per la gioia di Dav, un tag apposito!

michele urbino ha detto...

Complimenti al pAdU per la chiara e sintetica ricostruzione del nostro recente passato elettorale.
Alla faccia di chi dice "si stava meglio quando si stava peggio" e "almeno la DC governava"!

Godetevi due manifesti chicca dell'epoca:

DC VS PCI
DC VS PCI & MSI

Della serie: moderiamo i toni...
:-)

m.