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martedì, dicembre 21, 2010

Root 5.28

Come al solito continuo a pacchettizzare Root per Ubuntu/Debian, e trovate l'ultima versione 5.28 qui.
Se lo trovate utile lasciate pure un commento.
d

(avevo in mente di paccettizzare root degnamente e non in un unico blocco, ma è un po' più complicato di quanto mi aspettassi... se avete suggerimenti o volete dare duna mano contattatemi)

martedì, ottobre 19, 2010

FENOMENOLOGIA DI VOYAGER

Pubblico questo testo come critica a Voyager, sperando che i consigli racchiusi siano d'aiuto alla redazione. Alcune parti sono già state evidenziate meglio nei commenti al post del 2009, recentemente tornato in auge.
Mi scuso di riprendere questi punti. Ogni contro critica è ben accetta.
Il titolo è un po' spaccone, lo so, ma tant'è...

FENOMENOLOGIA DI VOYAGER


Nel seguito illustro le peculiarità che a mio avviso caratterizzano il programma, nel bene e nel male.
Tengo a precisare che questo documento vorrebbe rappresentare una critica costruttiva, senza interessarsi minimamente della sfera privata ed emotiva del conduttore.

Per catturare da subito l'attenzione dello spettatore, la maggior parte dei servizi comincia con una serie di domande maliziose, le quali incorporano molto spesso delle paroline chiave che fanno sobbalzare lo spettatore dalla poltrona.
L'obiettivo è ovviamente raggiunto appieno, tanto di cappello, ma preludono un servizio che presenta numerose caratteristiche che ad una persona di scienza fanno perlomeno storcere il naso.

La maggior parte delle volte il documentario comincia con un'introduzione perlopiù corretta, salvo poi passare ad una improbabile spiegazione con un salto logico assolutamente non giustificato.
Il salto logico sembra in effetti un escamotage per introdurre tale spiegazione, e pone delle domande su quale fosse realmente l'obiettivo del servizio: parlare forse di una particolare spiegazione veicolandola all'interno di un cavallo di Troia?

Per quanto riguarda la spiegazione proposta, questa è improbabile, o la sua introduzione è quantomeno forzata.
E' ben noto che esistono molte teorie per spiegare un fenomeno, ma il più delle volte quella proposta in Voyager non rappresenta la teoria dominante, che è tale in quanto regge meglio delle altre il confronto con la realtà, con le osservazioni sperimentali, ecc.
Non esiste una “teoria del complotto” per cui alcune teorie cadono in disuso o non ricevono adeguato spazio nel panorama scientifico. Semplicemente, alla luce dei fatti sperimentali osservati, non lo meritano.
Far passare come teoria dominante una di queste costruzioni, in assenza di prove che escludano le altre, è quantomeno fuorviante, ma anche scorretto ed illecito.

Discutendo in questi termini di tali teorie si passa da Scienza a Metascienza (in una puntata si è parlato del fatto che l'alchimia potesse ancora serbare qualche sorpresa nel futuro!).
Inoltre è alquanto deprecabile fare passare per assodate teorie che non lo sono affatto, come quella delle stringhe o del multi-universo.
Le testimonianze che vengono riportate sono per la maggior parte a sostegno della tesi, e in ogni caso con un sapiente montaggio, tecnica navigata, alle volte si storpia il contenuto dell'intervista, che assume un significato piuttosto diverso da quello originale.

L'assenza di contraddittorio è già una piaga di numerosi programmi televisivi, vediamo di non farla mancare ad un programma di divulgazione scientifica con un pubblico così ampio.
Una presentazione più equa dei contenuti attirerebbe anche una fetta di mercato di telespettatori che si sente in qualche modo soggetta a “propaganda”, e si pone diffidente nei confronti di Voyager.
Così, in un rocambolesco tentativo di fondere teoria dei molti-universi con la teoria delle stringhe, si fa credere allo spettatore che gli astrofisici ricerchino gli universi paralleli e che le stringhe siano effettivamente in grado di produrre musica.

Per quanto riguarda il metodo mediante il quale vengono presentati i contenuti, non vi è nulla di male nell'usare una grafica e un audio moderno ed accattivante.L'importante è non abusarne o usare queste tecniche a sproposito.
L'attenzione dello spettatore è catturata da tali effetti ed è molto facile fare passare “sotto banco” delle frasi inesatte, dei passaggi non ben definiti, dei concetti delicati (come il principio di indeterminazione, puntata del 14/1/09).
Sarebbe interessante montare la spiegazione al contrario e vedere se lo spettatore, così folgorato da tali effetti audio-visivi, se ne accorge.

In confronto ad altre trasmissioni di scopo divulgativo, come “La macchina del tempo” o l'anziano Super-quark, è indubbio che un supporto multimediale avanzato facilita la veicolazione dei concetti, e in questo Voyager è maestro, ma sarebbe opportuno bilanciarlo con una presentazione dei contenuti che rifletta l'opinione più accettata sull'argomento, unito ad una sintesi dei concetti fondamentali.
A tal proposito si può fare un confronto tra l'introduzione della puntata di “La macchina del tempo” sugli universi paralleli e la già menzionata puntata del 14/01 di Voyager. Nel primo caso in circa tre minuti si riesce a fornire una visione chiara e semplice del problema che verrà sviscerato nel seguito della trasmissione, seguito che poi è identico a quanto trasmesso da Voyager.

Più in generale sarebbe opportuno che l'atteggiamento fosse maggiormente dubitativo e ad ampio spettro, in quanto come è ben noto il dubbio è il maggior simbolo dell'intelligenza.
Non ho mai sentito dire da uno scienziato di essere sicuro di una spiegazione, ed è alquanto strano che in termini generalistici il conduttore asserisca che “... gli scienziati si dicono certi ...” (Puntata del 14/01/09), tantomeno a riguardo di stringhe e multi-mondi!

In conclusione sembra che Voyager ricerchi disperatamente la soluzione più facile, non la più semplice.

Un po' polemicamente si potrebbe chiedere se questo avvenga perché un'esposizione equa e rigorosa sia infinitamente più dispendiosa. Per spezzare una lancia in favore della trasmissione, è doveroso ricordare che alcuni episodi sono effettivamente più bilanciati e presentano l'argomento in modo migliore e più comprovato ed effettivamente la soluzione proposta sembra essere alla stregua di altre idee, come avviene nell'episodio sulla pioggia rossa in India.
Tali episodi, che meriterebbero l'attenzione che chiedono, rischiano di non essere presi seriamente essendo le altre puntate poco credibili.


BoraZ

video correlati:
La puntata citata del 14/01/09, e lo stesso argomento trattato alla Macchina del Tempo


venerdì, ottobre 15, 2010

Margherita Hack "Libera Scienza in Libero Stato"

La notizia di pochi minuti fa è che la nota astrofisica Margherita Hack ha accettato il nostro invito e lunedì 18 ottobre sarà con noi in Aula Magna dell’ H3 alle ore 16.15, per tenere una conferenza dal titolo "Libera Scienza in Libero Stato".
Questa è la locandina:




avvisate i vostri amici!!!
d

giovedì, ottobre 14, 2010

Dipartimento di Fisica a Trieste Presidiato



Il Dipartimento di Fisica a Trieste è Presidiato da martedì dagli studenti della Facolta di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali. Per ogni informazione quardate qui infomfn.wordpress.com.
(Ci sono anche un po' di foto e movimenti su fb ma ve li risparmio)
Cose interessanti da vedere (e copiare) sono: www.polimi.it e www.polito.it
A presto
d

Alcune immagini dal presidio:




mercoledì, settembre 15, 2010

Giornata anti-superstizione - Trieste - (via Flo)

Vi segnalo un evento organizzato dal gruppo CICAP Friuli Venezia Giulia.
Al di là del titolo (che è una denominazione scelta a livello nazionale) non si vuole assolutamente demonizzare la superstizione, ma riflettere: un po' in modo serio, e un po' in modo più leggero.
Se lo ritenete, diffondete pure via mail l'evento ad amici e conoscenti.




Giornata anti-superstizione.
Venerdì 17 settembre 2010 a Trieste
presso la libreria Lovat, in Viale XX Settembre 20,
al terzo piano dello stabile Oviesse.
L'incontro inizierà alle ore 17.00
per terminare verso le ore 19.20.



Introduzione:
presentazione del CICAP, e della giornata anti-superstizione
a cura del gruppo CICAP Friuli Venezia Giulia e della Prof. Margherita Hack

Aspetti cognitivi delle credenze magiche
prof. Donatella Ferrante, Università di Trieste, Facoltà di Psicologia

Quando la superstizione dà i numeri
dott. Stefano Polvi, CICAP Friuli Venezia Giulia

Carrellata di testi sulla superstizione
a cura del gruppo CICAP Friuli Venezia Giulia

Passeggiata fotografica tra le superstizioni triestine di ieri e di oggi
a cura del gruppo CICAP Friuli Venezia Giulia

Discussione finale con il pubblico

Verranno offerti dei "cornetti" (brioches).

:-)

Per informazioni: tel. 040-417067
www.cicap.org/friuli/index.html

lunedì, settembre 13, 2010

Chicchissima: Conferenza "Galileo Was Wrong" (from ilSupremo - via slashdot)

ilSupremo mi gira un link da slashdot, di una genialita' estrema:

"'Galileo Was Wrong' is an inaugural conference to discuss the 'detailed and comprehensive treatment of the scientific evidence supporting Geocentrism, the academic belief that the Earth is immobile in the center of the universe.

Buon divertimento ;)
d

giovedì, maggio 27, 2010

Visti da sotto: balene e delfini del nostro mare - Trieste, giovedì 3 giugno, ore 17.30

...visti da sotto
balene e delfini del nostro mare
incontro con video e immagini
girate nel Mediterraneo e nel Golfo di Trieste
Trieste 3 giugno 2010
Circolo Aziendale Generali - 17,30-19,00
Piazza Duca degli Abruzzi, 1 interno 2 - VI piano
info +39 040 224147

I video e gli interventi proposti dai vari ospiti permetteranno di compiere un tuffo virtuale sotto il mare, per incontrare alcuni protagonisti speciali del Golfo di Trieste e del Mediterraneo:
"I cetacei del Mediterraneo" (video)
"Delfini a Trieste" (video)
"Incontri particolari nel Golfo di Trieste" (video)
"Delfini della Slovenia" (intervento)
"I delfini di Lussino" (video)

www.riservamarinamiramare.it

giovedì, marzo 04, 2010

Bookcrossing@physics.units

http://www.fantascienza.com/magazine/imgbank/LIBRI/nuvola-nera.jpg
Prima esperienza di Bookcrossing con un libro molto valido: "La nuvola nera di Fred Hoyle". L'autore e' un astrofisico importante anche se con idee un po' in controtendenza per l'epoca, una su tutte: e' uno dei maggiori sostenitori della panspermia.
In sintesi la vicenda ruota attorno alla scoperta di una nuvola nera che sembra dirigersi verso la terra dalle profondita' del cosmo. Da cosa e' composta? da dove trae la sua energia? e sopratutto quando arrivera' quali saranno le conseguenze per l'umanita'? Fantascienza ma affrontata da un punto di vista scientifico, deduttivo. Non voglio svelare troppo ma davvero un romanzo che riserva sorprese ed idee interessanti. Scritto per dei fisici letto da un astrofisico che si e' divertito moltissimo!!
Lo lascio libero in dipartimento dove l'ho trovato, perche' penso sia il luogo dove puo' venir maggiormente apprezzato.
Se lo leggerete non scordatevi di andare sul sito http://www.bookcrossing-italy.com/ e lasciare il commento inserendo il codice che trovate sul libro.. cosi' saprete chi l'ha letto e dove!!

mercoledì, febbraio 10, 2010

Marrazzo di nuovo a passeggio

Sappiamo benissimo che ormai Repubblica.it pubblica quasi esclusivamente notizie inutili, quindi la mia attenzione si sposta su altro: vorrei fare un test psicologico legato al senso della vista. Basta rispondere nei commenti a una semplice domanda: cosa vedete in questa foto?

sabato, dicembre 05, 2009

Tiger: la fisica della mazza - di 'Eunegio'F

Sappiamo tutti quale casino sia successo al grandissimo campione di golf Tiger Woods, che si è andato a spalmare prima su un idrante e poi su un albero con il suo mega SUV, suv che oltretutto vedrei veramente come una shiccheria sui campi da golf posto di quelle macchinine che non garantiscono certo la sicurezza necessaria per i pericoli del campo stesso (vuoi mettere se rimani insabbiato in un bunker). Suv anche più famoso per essere l'auto ideale per le gang di rapper!! OMG Ok, tornando all'argomento Tiger, dicevamo che è andato a sbattere, e siamo venuti a sapere da tutti i giornali che in realtà stava scappando dalla moglie, la classica supermodella di cui Repubblica non ha minimamente esitato a pubblicare le foto, moglie che lo inseguiva brandendo una delle sue mazze da golf: il caro Tiger infatti l'aveva fatta diventare un daino con un palco di corna non invidiabile andando in un bel club per soli uomini e mettendo in buca uno dei put meglio giocati della sua carriera. Come evidentemente ci aspettavamo sempre Repubblica ci fa avere le foto di questa sconosciuta (no Taddy, non è quello che pensi tu) della serie, trova le differenza tra la moglie e l'amante (e grazie Repubblica che per prendere 8 click metti 8 foto uguali, mah?!?)
Veniamo a sapere poi che il povero Tiger c'ha rimesso la faccia (non solo in senso figurato), che si è beccato una denuncia per guida pericolosa(ci credo disattenzione, a schivare mazze da golf...) che c'erano anche due testimoni che ovviamente sfiga vuole che fossero la madre e la suocera (cazzo Tiger, è il caso di andare a Lourdes mi sa).

Ma il vero colpo di scena arriva oggi!!!

Ebbene sì, oltre che fedifrago, con l'auto pimpata peggio di 50Cents, che si fa beccare e gli tocca la ramanzina di moglie, suocera e madre, ebbene sì, sale il pathos, Tiger ha un altro inconfessabile segreto...... ancora Repubblica ci fornisce le foto di quella che è chiamata la Cadillac del MISTERO...

...
non notate nulla???
Sì, è lì, nella prima foto, il più imbarazzante segreto del campione...
...
è proprio un libro... DI FISICA!!! argh, si tratta di "Get a grip on physics"... il mistero si infittisce. Cospirazione governativa? Alieni? 2012? Giacobbo???

Aspettiamo sconvolgenti rivelazioni
EF


publisher-davide: "È stato un piacere averti finalmente ospite, EF."
(further readings)

giovedì, febbraio 05, 2009

La visione di Voyager da vicino - der Tibburtino (M. Morri)

Quello che sto per raccontare, è veramente successo. Paradossalmente, non devo inventare nulla, per raccontare qualcosa di interessante, misterioso. E inquietante.
Era una fredda giornata di ottobre, più di un anno fa; ero ancora uno studentello del terzo anno, tesi lontana, tanti esami davanti, umore plumbeo, come il cielo di quel giorno. Università La Sapienza, Roma, Dipartimento di Fisica, Laboratorio di Sistemi e Segnali; ovvero : come imparare ad usare strumenti che i pastori armeni usavano dieci anni fa.
Esco, mi serve una pausa caffè. Mi servono dieci pause caffè. Forse anche qualcuna in più. Noto una strana attività nell atrio, davanti alla vetrina che custodisce tutti gli strumenti, le lettere e gli appunti dei Ragazzi di Via Panisperna. Beati loro, penso, avranno pure avuto un esame di falegnameria nel loro curriculum, ma almeno non dovevano stare 6 ore alle prese con una Z80. Non funzionante. Mai.
La strana attività cresce di intensità con il passare del tempo, e contemporaneamente si prolunga la mia pausa caffè; anzi, chiamo amici. La cosa si potrebbe fare interessante, sicuramente più del laboratorio. Non so in realtà a cosa sto andando incontro.
Vedo lunghi cavi neri di alimentazione che vengono montati; in puro stile ikea, un carrello con delle ruote scorrevoli compare in dieci minuti da dentro una scatola, vengono montati dei fari, dritti sugli strumenti. Quella giornata così schifosa, tempo grigio, laboratorio grigio, assume una tonalità più vivace. Che sia un documentario su Fermi? Sul dipartimento ? Un servizio sulla ricerca? Finalmente si ricordano di noi, che esistiamo, che ci occupiamo del futuro del nostro Paese, dell'intero genere umano? Finalmente ci danno quel minimo di importanza che serve a darci la forza di continuare a studiare cose vecchie, e fondamentalmente inutili?
Confesso di averci creduto, con tutto me stesso, per cinque lunghissimi minuti.
Fino al suo arrivo.
Come tutte le cose inaspettate, fu una sorpresa.
Passo incerto, ondulatorio, sorriso un pò ebete stampato in faccia; da l'aria di uno che lì ci è capitato per caso. Si guarda intorno, sguardo vuoto, forse non sa dove si trova.
Sulle prime non lo riconosco; la figura è mastodontica, due metri di altezza minimo, e tutto potevo credere, tranne che in così tanto spazio, fosse custodita così poca dignità.
Sulle prime non lo riconosco, probabilmente non lo voglio riconoscere.
Sulle prime non lo riconosco, ma sulle seconde si. Giacobbo.
Voyager
Cazzate
Minchiate
A casa mia
Qui
Ora
Fermi
I pensieri si susseguono veloci, stento a metterli in ordine. I sogni crollano. Le speranze... travolte pure loro. Niente di tutto quello che avevo immaginato, è vero. Non è un documentario, nessuno si ricorda di noi : è l'ennesima sequela di notizie false, sceme, costruite per incantare uno share di creduloni e ignoranti, che pensavo veramente che i Maya sono venuti dallo spazio. O una cosa del genere.
Giacobbo si prepara a registrare. Si avvicina alla vetrina, spalle alla telecamera. Poi, d'improvviso, si gira, fulmineo. E comincia a registrare.
Dio, ti prego, non può essere così scemo, non è umanamente possibile.
Va avanti così per mezz ora. La mia pausa caffè è diventata definitiva. Voglio vedere come va a finire la storia, anzi, devo vedere come va a finire la storia.
E arriva, desiderata, l occasione di guardare in faccia il mostro.
Sono lì, immobile, basito, con il sedere poggiato al termosifone di fronte la macchina del caffè. Lui arriva, la troupè fa pausa, e con lo stesso passo ciondolante del suo arrivo, si dirige verso di noi.
“Funziona?”, domanda
“Certo”, rispodiamo io ed altri tre miseri, in tono cordiale, con qualche nota di gelido.
“C'ho na sete..”. L'accento romano è più pesante e marcato del mio. Incredibile.
“Ma, cosa state registrando?”. Non ci credo neanche io. L'ho chiesto, ho deciso di portare fino al culmine la mia sofferenza.
“Ma na nova puntata de Vojagger, non so se lo seguite”. Si lo seguiamo, come seguiremo te. Ma per beccarti prima o poi da solo.
“Ah, su cosa?” Continuo a chiedere, continuo a farmi del male.
“ma sul cronovisore di fermi, na cosa conservata in Vaticano con cui fermi vedeva nel futuro”
PEM
BUM
PIM
GASP
Lo ha detto. Ha detto Fermi come se non sapesse chi fosse, per questo lo scrivo senza iniziale maiuscola.
Ha detto cronovisore. Ha detto vedere nel futuro. E mille volte peggio di quello che potevo immaginare. Le parole non escono, restano intrappolate in una faccia che definire stupita, è dire poco. Come se Ilona Staller fosse venuta a dirci, a me e a quei poveri sventurati che eravamo li, che lei, sotto sotto, non voleva fare la pornodiva. Ma la maestra elementare.
Giacobbo, miracolosamente, capisce. E proferisce parole, che rimaranno per sempre impresse nella mia memoria, che tramanderò ai miei nipoti, che vorrò come epitaffio.
“A regà, capisco che ve sembra magari strano, e che passate na situazione difficile; io so laureato in Scienze Politiche. Qui, se volete campà, er lavoro ve lo dovete inventà...”
Il lavoro ce lo dobbiamo inventare.
Così come è venuto, scompare, ciondolando. Smontano i fari, smontano il carrello, spariscono le telecamere.
Rimaniamo io, tre amici, un caffè freddo, il brutto tempo. Ah vero, anche il laboratorio.
Andiamo va, che è meglio.
MM


ps: Siccome questo post viene visitato molte volte al giorno, mi sento in dovere di alcune precisazioni. Il post è stato scritto da Maurizio Morri (successivamente diventato membro del team di questo blog), e pubblicato (all'epoca) da Davide Scaini. Quindi se citate questo articolo, citate correttamente l'autore. Grazie.
Qui un gruppo di facebook per una sorta di "class action" contro Voyager.

sabato, dicembre 20, 2008

Science Action

Ricevo in quanto iscritto a un gruppo google questa comunicazione che mi sembra molto interessante:

I ricercatori italiani si organizzano
Una piccola iniziativa, per ora.

  All'inizio di novembre è partita una singolare iniziativa di protesta contro i tagli all'università. Una quindicina di ricercatori si sono impegnati a fare una cosa semplice: inserire negli articoli inviati a riviste scientifiche internazionali una nota di protesta contro i tagli alla ricerca pubblica decisi dal governo italiano.

Note di protesta negli articoli scientifici si sono viste raramente: soprattutto se concertate da ricercatori di diverse discipline, dalla matematica, alla fisica, alla biologia. I comitati editoriali delle riviste scientifiche sono talvolta sorpresi e in alcuni casi hanno ostacolato la pubblicazione della nota, con la comprensibile preoccupazione che si tratti di una protesta politica e quindi estranea
alla natura scientifica della rivista.

Eppure in poco più di un mese sei articoli sono già stati accettati per la pubblicazione.

Può sembrare poca cosa, ma i tempi della ricerca sono lunghi. Un  articolo scientifico richiede tempo per essere elaborato e quindi la dimensione della protesta potrà essere giudicata solo tra alcuni mesi. Ma è facile prevedere che i numeri della protesta cresceranno, fino a  coinvolgere una parte significativa della comunità scientifica italiana.

I promotori dell'iniziativa ritengono che i tagli saranno l'ultimo atto di eutanasia della ricerca di base in Italia, che porterà alla sua definitiva scomparsa. Ancora una volta, pateticamente, diventeremo esportatori di idee che verranno sviluppate (e sfruttate) all'estero.

Stiamo parlando della ricerca italiana: dati  alla mano, più produttiva della media internazionale, con picchi di eccellenza assoluti in diversi settori scientifici. E nonostante le difficoltà in cui si dibatte. Se così
non fosse non si spiegherebbe come i nostri cervelli trovino lavoro all'estero quando decidono di andarci. In queste condizioni, le strategie intraprese per premiare il merito, seppur giuste negli intenti,
appaiono tanto ridicole quanto sarebbero oggi quelle per difendere l'habitat del dodo.

Anche per questo gli aderenti giurano che continueranno la loro azione fino alla cancellazione dei tagli previsti dalla legge 133/08 e si dicono pronti a chiedere ai colleghi stranieri di appoggiare la
loro protesta.

'Italia finanzia la ricerca scientifica con il 0,76% del PIL (dati Eurostat 2005), contro il 1,15% della media europea (a 27) e il 1,33% degli USA. Il presidente eletto Obama ha dichiarato di avere intenzione di
aumentare i finanziamenti pubblici per la ricerca, non di tagliarli.
L'Italia, anche in questo campo, appare elaborare strategie in controtendenza con i Paesi industrializzati. E anche con quelli in via di sviluppo.

Ulteriori informazioni sull'iniziativa al link:

http://groups.google.it/group/scienceaction/web

venerdì, settembre 12, 2008

Ibon... sulla stampa locale!

Durante il mio "soggiorno" al CERN mi sono trovato un po' di amichetti... dopo una prima settimana nella quale chi vi supervisonava pensava avessi dei problemi relazionali... ;-)
La sostanza qual'è? Uno di questi miei amici, Ibon Santiago Gonzales, è stato intervistato sul Busturialdea (credo) di oggi a proposito di «`Higgs bosoi´-rik aurkitzen ez bada, teoria aldatu beharko da»... tranquilli non è furlano... ;-) è basco!
 
Ibon con mamma e sorella
...aah, che bei momenti... Berna, Lucerna e Zurigo la'nno scorso, quest'anno Roma, Firenze, Genova e Torino... speriamo che tutto questo sia di buon auspicio per lui... e per noi!!!
From CERN time - Bern+Luzern+Zurich
ciao
d

giovedì, settembre 11, 2008

"Articolo su LHC" lettera a "La Repubblica" di Elisa Benedetti

Gentile Redazione de "la Repubblica",

scrivo a proposito dell'articolo pubblicato sul vostro sito in data 1 Settembre 2008 a proposito dell'esperimento LHC presso il CERN di Ginevra (http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/big-bang-test/corte-bigbang/corte-bigbang.html): da una testata di rilievo come la vostra non ci si aspettava certo che in così poche righe potessero esserci tanti errori. Eppure quell'articolo non entra nel vero merito scientifico dell'esperimento, non ci sono concetti scientifici difficili da comprendere ed esporre per un "non addetto ai lavori". Probabilmente è solo questione di scarsa informazione: il che, se mi è permesso, per un giornalista che si ritenga serio è un peccato capitale. Se poi questo avviene anche su argomenti scientifici, rigorosi per eccellenza, è (se possibile) ancora peggio.
Ma partiamo dall'inizio.
La didascalia all'immagine recita: "il Large hadron collider". Ora: quello che avete mostrato non è affatto LHC! Si tratta invece dell'end-cup [n.d.D. piccolo refuso è un endcap ;-)] di CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro esperimenti che prenderanno il via all'interno LHC (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider).
Le due cose, concorderete, sono piuttosto diverse.
Andiamo ora al paragrafo "il test": cinque righe e mezzo e tre errori. Non male.
Recito testualmente: "Il primo utilizzo dell'LHC, il più grande acceleratore di particelle mai costruito, con un diametro di 26 chilometri e costato circa 6 miliardi di euro, si terrà come da programma il prossimo 10 settembre al Centro di ricerche nucleari di Ginevra. La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di High, particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre."
In primo luogo il diametro di LHC non è neanche lontanamente 26 chilometri: la sua circonferenza, invece, è 27 chilometri; ne deriva che il diametro è intorno agli 8.6 chilometri.
In secondo luogo al momento non esiste alcun "bosone di High": il nome della particella è "bosone di HIGGS", dal nome del fisico inglese che per primo ne ha ipotizzato l'esistenza per spiegare l'origine delle masse delle particelle elementari. E infine, dire che questa particella "ha dato massa a tutte le altre" non è corretto, perchè il passato prossimo presuppone un'azione compiuta e conclusa: le cose non stanno esattamente così. Il bosone di Higgs conferisce massa alle particelle interagendo con esse: ovvero, se non interagissero continuamente con il bosone di Higgs, elettrone, protone e neutrone non avrebbero massa (http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs). Perciò la massa non è una proprietà che viene conferita una volta per tutte.
Provo a fare un esempio più vicino al senso comune: alla domanda "Quanto pesi?" nessuno di noi ha dubbi su cosa rispondere, ammesso che abbia qualche confidenza con la bilancia. In realtà l'obiezione da fare sarebbe: "Dove?".
A pensarci bene, infatti, il peso non è una nostra proprietà assoluta, ma dipende dal corpo (fisicamente parlando) con il quale stiamo interagendo maggiormente: in particolare, il nostro peso è dato dalla nostra interazione (gravitazionale, in questo caso) con la Terra. Si capisce quindi che, perchè noi manteniamo il nostro peso, è essenziale che continuiamo ad interagire con il nostro pianeta.
Allo stesso modo, con un altro tipo di interazione, il bosone di Higgs gioca il ruolo della Terra nei confronti delle altre particelle.

Detto questo, chiedo scusa per i toni forse un po' duri, ma in un momento in cui la disinformazione scientifica è davvero preoccupante, se nemmeno un quotidiano serio come il vostro si preoccupa di essere accurato e di dare informazioni almeno corrette, se non approfondite, la scienza diventerà sempre più un'astrusità incomprensibile ed elitaria a cui le masse non riconosceranno più nessuna utilità (come già sta accadendo), invece che prezioso partimonio di tutti.

Sperando di aver fatto cosa gradita, vi ringrazio per l'attenzione.

Elisa Benedetti.

p.s.d.D.: Concordo su tutto brava Elisa!

mercoledì, settembre 10, 2008

Vivo o morto... Higgs!

Rispolvero una mia vecchia battuta visti i tempi che corrono torna attuale e anche pregna di nuovi significati ;-)
volevo solo consigliarvi un paio di link... alcuni seri altri meno, a voi la distinzione ;-)
buona visione
d

Google... è sempre troppo avanti

no comment.
d

lunedì, settembre 08, 2008

Sempre polemico: la stampa e LHC

Lo so lo so... l'articolo de "la repubblica" ha ormai una settimana... ma anche loro sono sempre tardi. L'ho beccato leggendo il blog di Enzo, che per fortuna parla un po' più estesamente e puntualmente della cosa rispetto a quanto farò io.

Io voglio limitarmi a fare un po' di sana polemica vista l'abissale ignoranza di chi ha scritto quell'articolo.
  • La foto nell'articolo è un end-cap di CMS un esperimento, non LHC come è scritto!
  • "...con un diametro di 26 chilometri" -> ehm, no... ha una circonferenza di 27km, praticamente un diametro di 9km dai...
  • "La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di High," -> ehm, no... di Higgs... almeno documentati! Copia da qualche collega!
  • "...particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre" di aver dato? perché questo passato? di dare, di dare...
Mamma che pessimo...
d

domenica, settembre 07, 2008

Sveliamo l'arcano: generare "scienza"

Se non avete ancora letto questo post "Ultime dalla Scienza: Synthesizing Compilers Using Multimodal Configurations" non proseguite oltre nella lettura di questo post, vi toglierebbe il gusto...

Spieghiamo:
l'articolo prodotto dai nostri amici Fiocco e Menegoz è un prodotto automatico che potete generare anche voi (non uguale) seguendo questo link: http://pdos.csail.mit.edu/scigen/.
"SCIgen is a program that generates random Computer Science research papers, including graphs, figures, and citations. It uses a hand-written context-free grammar to form all elements of the papers. Our aim here is to maximize amusement, rather than coherence"

Anche noi abbiamo tentato bonariamente di imbrogliarvi per divertirvi... speriamo di esserci riusciti!
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