lunedì, dicembre 03, 2007

Voglio un mondo sottopopolato

Oggi studiando in centrale ho avuto come un'illuminazione: "La maggior parte dei problemi del mondo deriva dallo spiacevole fatto che siamo in troppi".
Si lo so che non è niente di incredibile, ma per i tre neuroni che ho in testa (che di solito giocano a briscola in tre senza mai togliere il 2 di coppe) è stato come vincere il Nobel (per la pace).

A questo proposito cito " Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura".


Volevo dire altre cose intelligenti ma mi sa che per oggi li ho già fatti sgobbare troppo

Marco Velliscig

4 commenti:

Marco Velliscig ha detto...

Desidero condividere con te [Morpheus] una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cura. (Agente Smith)

Michele ha detto...

Carissimo Marco,
il post è molto stimolante, ma purtroppo devo esprimere il mio dissenso.
Il fatto che quasi un miliardo di persone non abbia di che vivere e moltissimi altri non se la passino bene non dipende da una questione di risorse alimentari, o quanto meno non certo da un problema di quantità.

Tralasciando la possibilità (in parte fondata) che la popolazione mondiale sia ampiamente sovrastimata (i dati arrivano spesso dai singoli governi che, nel caso di nazioni povere, hanno tutto l'interesse a gonfiare le cifre per aumentare di conseguenza gli aiuti internazionali ), resta comunque un dato di fatto:
il 25% della popolazione mondiale consuma il 75% delle risorse.
Se a questo aggiungiamo che quasi il 50% del cibo prodotto per il mercato occidentale finisce nella pattumiera senza che sia stato nemmeno tolto dalla confezione, si capisce bene come il problema non siano le quantità.

Le risorse attuali bastano per tutti e poi si potrebbe ancora incrementare la produzione (ad esempio esportando le innovazioni tecnologiche dell'agricoltura anche dove si semina ancora a mano e si ara con i buoi)
Pensiamo poi al fatto che in paesi dal territorio immenso come il Brasile si stanno riconvertendo milioni di ettari di campi dalla produzione alimentare a quella di bioetanolo destinato a diventare carburante.

Il fatto, in definitiva, è che ci sono precisi interessi strategici e politici nel mantenere sottosviluppate (e quindi instabili) determinate aree (che magari sono quelle con i giacimenti di rame, diamanti, petrolio & Co.).

D'altra parte a chi giova essere un paese ricco se non esistono paesi poveri ai quali far pesare la cosa?

Ti do atto che esiste un problema serio di risorse energetiche che si ripercuote su tutto il resto, ma questa è un'altra storia...

Comunque è vero a prescindere che siamo dei virus!

Aspetto reazioni perché immagino che non tutti saranno d'accordo...

Michele ha detto...

Ah!
Quella dei neuroni che giocano a briscola è ECCEZIONALE!

Marco Velliscig ha detto...

Sono completamente d'accordo con te, su tutta la linea..

Io cmq parlavo di problemi sociali..
Non pensavo al cibo o all'energia che so che non e' certo un problema di popolazione..

Intendevo soltanto che se in una giornata vedi al massimo una decina di persone secondo me ti poni diversamente nei loro confronti..
Saresti meno superficiale..

Si tratta piu' che altro di spazio vitale, di dover lottare per un posto sul bus, le file in mensa, il sovraffolamento delle strade, il traffico, il casino..