martedì, settembre 30, 2008

Per un mondo migliore: Google

Google stupisce sempre. Per il suo 10 compleanno ha deciso di stanziare 10 milioni di dollari per supportare le migliori idee per il miglioramento di questo mondo.. Guardate il video e andate al sito del progetto..

lunedì, settembre 29, 2008

Alcuni video di Fisica

Tempo fa mi è arrivata una mail dal Gaudo:

Ho notato che sei un discreto divulgatore scientifico, perciò ti passo questo link

http://blog.wired.com/wiredscience/2008/09/top-10-amazing.html

Spero sia interessante!
Saluti
Marco

E io che speravo di essere almeno un buon divulgatore! ;-)
Comunque li ho trovati interessanti e mi scuso per il ritardissimo!
ciao
d

sabato, settembre 27, 2008

Paul

Terzo post della giornata, questa volta per una notizia che mi rattrista veramente: è morto Paul Newman.

Ci lascia uno dei più grandi uomini del cinema americano. Un attore eccezionale e un cittadino encomiabile, attivo nel volontariato così come nella politica.
Anche se la sua morte non giunge inaspettata, è sempre una brutta notizia.

Voglio ricordarlo con una delle scene più toccanti della sua carriera.

I don't care if it rains or freezes
Long as I got my plastic Jesus
Sitting on the dashboard of my car

Comes in colors, pink and pleasant
Glows in the dark, it's iridescent
Take it with you when you travel far

Get yourself a sweet Madonna
Dressed in rhinestone, sitting on a
Pedestal of Abalone Shells

Going 90, I ain't scared
Because I got the Virgin Mary
Assuring me that I won't go to hell

La sequenza andrebbe inserita nel contesto del film, Cold Hand Luke (in italiano Nick Mano Fredda) ma anche da sola vale.

E' tutto.

Cronaca nera

Quando su Repubblica ho letto questo titolo

"Ferrara, uccide madre e fratello e poi si presenta in questura"

ho omesso di badare alla virgola e subito mi sono fatto un favoloso film mentale: Giulianone che massacra i parenti a colpi di arancia.
L'immagine, benchè decisamente macabra, mi ha suscitato del riso.


(Ok, questo post è veramente inutile...)


Torno su un tema a me tanto caro: le presidenziali americane.
Ieri si è tenuto il primo degli scontri diretti Obama - McCain, in un momento particolarmente delicato della storia americana, un momento che mescola la paura per il fututo dovuta alla grande crisi finanziaria alle aspettative di cambiamento offerte dalla fine dell'Era Bush.

Il video qui sopra è solo uno stralcio. Consiglio la versione come sempre ottima del sito del New York Times e relativa, utile, trascrizione.

Da segnalare:

- Le pragmatiche risposte di Mac alla crisi economica: "I have a fundamental belief in the goodness and strength of the American worker. And the American worker is the most productive, the most innovative. [...] I have a fundamental belief in the United States of America. And I still believe, under the right leadership, our best days are ahead of us."
Un economista nato (o meglio, N.A.T.O.)

Anche Obama non scherza e snocciola tutta la sua competenza in materia finanziaria: "700 billion dollars is a lot of money".
Si impara sempre qualcosa.

- Lo scambio di battute attorno ai 21' 45''

- Il bellissimo commento di Zucconi al dibattito. Mi sono piegato in due quando dice di McCain che "ha tutto il carisma e la capacità di seduzione di una minestrina al brodo di dadi servita nel refettorio di una casa di riposo" e che "il suo obbiettivo principale era quello di essere bianco accanto al nero e quello gli sarebbe riuscito anche se fosse stato zitto per 90 minuti".
Non sono molto d'accordo sul giudizio negativo attribuito a Obama. Il fatto che sia stato poco aggressivo l'ho trovata la scelta migliore: in questo momento il suo compito non è mantenere il voto democratico ma rosicchiare consensi repubblicani giocando sulla crisi economica. Non può quindi mettersi a fare il rivoluzionario...

- Con un po' di orgoglio ho notato la straordinaria somiglianza dell'organizzazione dello studio con quella di un ideale dibattito che progettai per un esame lo scorso anno (anche se la mia regia era più dinamica...)
Peccato non avere sotto mano lo storyboard. Appena riesco faccio una scansione.

Se non ricordo male ci saranno altri due incontri, quindi avremo modo di tornare sull'argomento.

Bye!

m.

lunedì, settembre 15, 2008

Die hard


Pur dubitando che qualcuno se ne sia preoccupato, ci tenevo ad avvisare tutti che sono ancora vivo (se questo termine ovviamente non implica "vita sociale" e "vita cerebrale").
Diciamo più che altro che vegeto davanti ad una tesi che non ne vuole sapere di scriversi da sola.

Nel mio ultimo post avevo avvisato che sarei sparito per un po' e non mi si può certo accusare di aver mentito.

Prometto che a partire da lunedì (giorno di consegna dell'odiato elaborato) ricomincerò a postare orgogliosamente su ds&mv.
Ringrazio Dav per aver mantenuto acceso il lume di speranza dei nostri affezionati lettori, tra i quali (nel poco tempo libero) io.
A proposito: che fine ha fatto Marcolino?

Ci vediamo sicuramente alle lauree!

domenica, settembre 14, 2008

pAdU's history channel: Cinema e politica di guerra

Hollywood e Seconda Guerra Mondiale: il cinema e al servizio della politica

All'alba del 7 dicembre 1941 una decina di navi e duecento aerei della flotta statunitense ormeggiati a Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, vengono distrutte senza preavviso da un bombardamento giapponese. Il bilancio in vite umane fu di oltre duemila vittime. Questo fu l'episodio che portò alla dichiarazione di guerra USA alle forze dell'asse Berlino-Roma-Tokyo in una guerra che aveva già assunto un carattere mondiale e totale.

Una guerra di questo tipo non si prepara soltanto con una intensiva produzione bellica di armamenti e uomini, ma è anche un'impresa istituzionale, economica e sociale. Benchè il fronte fosse esterno al territorio statunitense, la guerra fu anche una sfida politica per i ceti dirigenti e il popolo civile americano: i cittadini dovettero essere coinvolti nel clima di emergenza bellica attraverso una massiccia opera di propaganda e mobilitazione psicologica.


Subito dopo Pearl Harbor, in un intervento radiofonico, il presidente degli Stati Uniti T.D. Roosevelt precisò i caratteri dell'intervento armato americano: non si trattava di una guerra di conquista o vendetta, ma gli americani combattevano "per un mondo nel quale questa nazione, e ogni cosa che questa nazione rappresenta, sia sicura per i nostri figli. [...] Sappiamo che la vasta maggioranza dei membri della razza umana è dalla nostra parte. Molti di loro combattono con noi. Tutti pregano per noi. Perchè nel rappresentare la nostra causa, noi rappresentiamo anche loro - la nostra e la loro speranza di libertà sotto la protezione di Dio." Ancora una volta, come già era accaduto con il primo intervento in un conflitto europeo nel 1917, gli USA invocavano la loro storia, il loro ruolo, a partire dalla Rivoluzione settecentesca, di custodi della Libertà. L'idea che Roosevelt aveva di Libertà era però diversa da quella di Jefferson o Wilson; la sua politica interna si basava sulle "quattro essenziali libertà umane": non solo libertà di parola e religione, ma anche libertà dal bisogno(cioè sicurezza economica) e libertà dalla paura(cioè pace e tranquillità). Tutto ciò era, secondo lui, "l'esatta antitesi del cosiddetto nuovo ordine della tirannide che i dittatori cercano di creare col ferro e col fuoco". Gli americani, che uscivano dalla Grande Depressione degli anni trenta, dovevano acquistare nuova fiducia in se stessi, dovevano essere consapevoli del loro ruolo per il bene dell'umanità intera oltre che per loro stessi. In poche parole dovevano compiere una missione e vincere il la loro diffidenza isolazionista.


I cittadini americani si dimostrarono disposti a fare sacrifici per la causa, ma non erano molto sensibili ai grandi ideali. Secondo indagini condotte dall'esercito, i soldati americani combattevano più per lealtà verso i commilitoni e per sopravvivere che per idealismo. Roosevelt pensò di creare un organismo con il compito di presentare il conflitto come una guerra partiottica e di popolo, che avrebbe favorito l'avvento del "secolo americano", il "secolo dell'uomo comune". Quest'agenzia prese il nome di Office of War Information (OWI) e operò dal giugno 1942 al settembre 1945 utilizzando tutti i mezzi dellacomunicazione di massa e le tecniche della pubblicità.
Vennero annullate le tensioni interne sociali, razziali e di genere e vennero celebrati quegli uomini che con i loro comportamenti si rendevano utili alla causa bellica.

Il Cinema si rivelò un prezioso alleato anche se non passò direttamente sotto controllo del governo (come ad esempio avvenne in Gran Bretagna). Registi, sceneggiatori e attori di Hollywood (spesso emigrati antifascisti europei) prestarono volontariamente collaborazione
per girare film e documentari a soggetto bellico. Le storie erano semplici e drammatiche: piccoli gruppi di militari composti da diversi tipi sociali ed etnici (anche se spesso mancavano i neri) impegnati in imprese disperate che esaltano la virtù dei singoli e del gruppo, fino alla morte o alla vittoria. Era propaganda e intrattenimento, era show business.
Alcuni film sponsorizzati dall'OWI divennero leggendari. Tra questi il più leggendario è sicuramente uno dei capolavori assoluti dell'industria hollywoodiana: Casablanca.
Il film uscì nelle sale nel gennaio 1943. Costruito sul modello del cinema western, centrato su un eroe solitario e romantico, ambientato in una specie di città di frontiera senza legge, dove nessuno è al sicuro: l'esotica Casablanca. Il film intreccia sapientemente melodramma, azione e politica. Mette in scena la contrapposizione fra l'Europa oppressa dal nazismo e la libertà delle Americhe, verso la quale si vuole fuggire. Vengono spiegate le buone ragioni della resistenza europea e la necessità di porre fine all'isolazionismo americano e assumersi la responsabilità dell'intervento armato per le sorti del mondo.
Il protagonista Rick(Humphrey Bogart) è un'allegoria dell'America. E' diffidente, ma in fondo è sempre stato un inguaribile idealista; è scontroso e riluttante a farsi gli affari altrui ma in realtà nasconde un cuore da appassionato atruista. Quando la situazione è critica, è necessario prendere una posizione ed è in gioco la sua integrità morale sa con chi schierarsi e sa fare la cosa giusta. E' un eroe. Rinuncia persino alla sua storia d'amore in nome del dovere.

Rick, rivolgendosi a Ilsa(Ingrid Bergman):"Ilsa, le pose da eroe non mi piacciono, ma tu sai bene che i problemi di tre piccole persone come noi non contano in questa immensa tragedia".
"Ben tornato alla lotta. - lo saluta Victor Lazlo(Paul henreid), l'uomo della resistenza - Ora so che la nostra causa vincerà".

Il film si chiude emblematicamente con la marsiglese, l'inno della libertà moderna dalla tirannide, un inno militare di speranza nella vittoria.

Ovviamente con la vittoria della guerra e la soppressione dell' OWI non si è chiusa la collaborazione tra cinema e governo. Anzi, Hollywood per tutto il XX° secolo è stato soprattutto un potente strumento educativo, la cartina di tornasole della politica statunitense, soprattutto nei momenti critici della storia di questa nazione come la lotta interna ai comunisti, la guerra fredda, la guerra in Vietnam ecc. Un altro esempio su tutti (sul quale magari tornero in un' altro post) è il legame tra la politica di Reagan, nella metà degli anni '80 e i film di Rambo, perfetta allegoria del militarismo americano e della mentalità yankee di quegli anni di tensione con la russia.

Ma questa è un'altra storia. :P

pAdU

sabato, settembre 13, 2008

venerdì, settembre 12, 2008

Ibon... sulla stampa locale!

Durante il mio "soggiorno" al CERN mi sono trovato un po' di amichetti... dopo una prima settimana nella quale chi vi supervisonava pensava avessi dei problemi relazionali... ;-)
La sostanza qual'è? Uno di questi miei amici, Ibon Santiago Gonzales, è stato intervistato sul Busturialdea (credo) di oggi a proposito di «`Higgs bosoi´-rik aurkitzen ez bada, teoria aldatu beharko da»... tranquilli non è furlano... ;-) è basco!
 
Ibon con mamma e sorella
...aah, che bei momenti... Berna, Lucerna e Zurigo la'nno scorso, quest'anno Roma, Firenze, Genova e Torino... speriamo che tutto questo sia di buon auspicio per lui... e per noi!!!
From CERN time - Bern+Luzern+Zurich
ciao
d

Per continuare con la serie...

http://www.cyriak.co.uk/lhc/lhc-webcams.html (consigliato da Enzo - hronir)

invece un po' d'attualitò perdio!
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-2/palin-russia/palin-russia.html

per oggi forse basta...
d

Beccato!

Per la gioia di MSzalay pubblico la ricerca di questo utente favoloso... capita sempre che qualcuno cerchi cose strane sull'internettt e capiti da noi ;-)
d

giovedì, settembre 11, 2008

"Articolo su LHC" lettera a "La Repubblica" di Elisa Benedetti

Gentile Redazione de "la Repubblica",

scrivo a proposito dell'articolo pubblicato sul vostro sito in data 1 Settembre 2008 a proposito dell'esperimento LHC presso il CERN di Ginevra (http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/big-bang-test/corte-bigbang/corte-bigbang.html): da una testata di rilievo come la vostra non ci si aspettava certo che in così poche righe potessero esserci tanti errori. Eppure quell'articolo non entra nel vero merito scientifico dell'esperimento, non ci sono concetti scientifici difficili da comprendere ed esporre per un "non addetto ai lavori". Probabilmente è solo questione di scarsa informazione: il che, se mi è permesso, per un giornalista che si ritenga serio è un peccato capitale. Se poi questo avviene anche su argomenti scientifici, rigorosi per eccellenza, è (se possibile) ancora peggio.
Ma partiamo dall'inizio.
La didascalia all'immagine recita: "il Large hadron collider". Ora: quello che avete mostrato non è affatto LHC! Si tratta invece dell'end-cup [n.d.D. piccolo refuso è un endcap ;-)] di CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro esperimenti che prenderanno il via all'interno LHC (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Large_Hadron_Collider).
Le due cose, concorderete, sono piuttosto diverse.
Andiamo ora al paragrafo "il test": cinque righe e mezzo e tre errori. Non male.
Recito testualmente: "Il primo utilizzo dell'LHC, il più grande acceleratore di particelle mai costruito, con un diametro di 26 chilometri e costato circa 6 miliardi di euro, si terrà come da programma il prossimo 10 settembre al Centro di ricerche nucleari di Ginevra. La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di High, particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre."
In primo luogo il diametro di LHC non è neanche lontanamente 26 chilometri: la sua circonferenza, invece, è 27 chilometri; ne deriva che il diametro è intorno agli 8.6 chilometri.
In secondo luogo al momento non esiste alcun "bosone di High": il nome della particella è "bosone di HIGGS", dal nome del fisico inglese che per primo ne ha ipotizzato l'esistenza per spiegare l'origine delle masse delle particelle elementari. E infine, dire che questa particella "ha dato massa a tutte le altre" non è corretto, perchè il passato prossimo presuppone un'azione compiuta e conclusa: le cose non stanno esattamente così. Il bosone di Higgs conferisce massa alle particelle interagendo con esse: ovvero, se non interagissero continuamente con il bosone di Higgs, elettrone, protone e neutrone non avrebbero massa (http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs). Perciò la massa non è una proprietà che viene conferita una volta per tutte.
Provo a fare un esempio più vicino al senso comune: alla domanda "Quanto pesi?" nessuno di noi ha dubbi su cosa rispondere, ammesso che abbia qualche confidenza con la bilancia. In realtà l'obiezione da fare sarebbe: "Dove?".
A pensarci bene, infatti, il peso non è una nostra proprietà assoluta, ma dipende dal corpo (fisicamente parlando) con il quale stiamo interagendo maggiormente: in particolare, il nostro peso è dato dalla nostra interazione (gravitazionale, in questo caso) con la Terra. Si capisce quindi che, perchè noi manteniamo il nostro peso, è essenziale che continuiamo ad interagire con il nostro pianeta.
Allo stesso modo, con un altro tipo di interazione, il bosone di Higgs gioca il ruolo della Terra nei confronti delle altre particelle.

Detto questo, chiedo scusa per i toni forse un po' duri, ma in un momento in cui la disinformazione scientifica è davvero preoccupante, se nemmeno un quotidiano serio come il vostro si preoccupa di essere accurato e di dare informazioni almeno corrette, se non approfondite, la scienza diventerà sempre più un'astrusità incomprensibile ed elitaria a cui le masse non riconosceranno più nessuna utilità (come già sta accadendo), invece che prezioso partimonio di tutti.

Sperando di aver fatto cosa gradita, vi ringrazio per l'attenzione.

Elisa Benedetti.

p.s.d.D.: Concordo su tutto brava Elisa!

mercoledì, settembre 10, 2008

martedì, settembre 09, 2008

La mano destra (e sinistra) del diavolo

Brutto lui ma bella la sua musica. Un pilastro del rock progressive per nulla statico. Un uomo incredibile. Rick Wakeman!
Ha suonato prima negli anni migliori degli Yes, ma siccome aveva così tante note da suonare contemporaneamente coltivava la sua carriera da solista.
Ultimamente va in tour da solo o col figlio... e spacca ancora tantissimo! Guardare per credere!


d

lunedì, settembre 08, 2008

8 settembre. La Russa rende omaggio a soldati Repubblica sociale

Leggete l'articolo originale:
Roma, 8 set. (Apcom) - Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha reso omaggio ai militari dell'esercito della Repubblica sociale italiana (Rsi) che combatterono credendo nella difesa di Roma "meritando quindi il rispetto pur nella differenza di posizioni". Nel suo discorso durante la cerimonia per il 65.mo anniversario della difesa di Roma, La Russa ha spiegato: "farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, oggettivamente e dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani, e meritando quindi il rispetto pur nella differenza di posizioni di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".

Ho un solo commento: non si chiama obiettività caro Ministro si chiama relativismo etico. Uno degli errori più grossi della storia moderna.
d

PS: vi pregherei di dare un'occhiata anche a questo.

Sempre polemico: la stampa e LHC

Lo so lo so... l'articolo de "la repubblica" ha ormai una settimana... ma anche loro sono sempre tardi. L'ho beccato leggendo il blog di Enzo, che per fortuna parla un po' più estesamente e puntualmente della cosa rispetto a quanto farò io.

Io voglio limitarmi a fare un po' di sana polemica vista l'abissale ignoranza di chi ha scritto quell'articolo.
  • La foto nell'articolo è un end-cap di CMS un esperimento, non LHC come è scritto!
  • "...con un diametro di 26 chilometri" -> ehm, no... ha una circonferenza di 27km, praticamente un diametro di 9km dai...
  • "La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di High," -> ehm, no... di Higgs... almeno documentati! Copia da qualche collega!
  • "...particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre" di aver dato? perché questo passato? di dare, di dare...
Mamma che pessimo...
d

domenica, settembre 07, 2008

Sveliamo l'arcano: generare "scienza"

Se non avete ancora letto questo post "Ultime dalla Scienza: Synthesizing Compilers Using Multimodal Configurations" non proseguite oltre nella lettura di questo post, vi toglierebbe il gusto...

Spieghiamo:
l'articolo prodotto dai nostri amici Fiocco e Menegoz è un prodotto automatico che potete generare anche voi (non uguale) seguendo questo link: http://pdos.csail.mit.edu/scigen/.
"SCIgen is a program that generates random Computer Science research papers, including graphs, figures, and citations. It uses a hand-written context-free grammar to form all elements of the papers. Our aim here is to maximize amusement, rather than coherence"

Anche noi abbiamo tentato bonariamente di imbrogliarvi per divertirvi... speriamo di esserci riusciti!
d

martedì, settembre 02, 2008

Ultime dalla Scienza: Synthesizing Compilers Using Multimodal Configurations

È con somma gioia che vi avvio a queste recenti scoperte di due eminenti colleghi: Davide Fiocco e Giuseppe Menegoz. Tuttavia, prima di entrare nel merito, mi permetto una premessa. Ho delle titubanze nella scelta dell'approccio all'argomento, ma cercherò di attenermi ai rigori che la dimostrazione scientifica necessita.



Questo lavoro segna uno spartiacque. Come molti in precedenza (vedi bibliografia articolo). Ora tutti questi spartiacque... come sono organizzati tra loro? In che spazio vivono? (Sto lavorando a un articolo che propone la coincidenza di tutti questi spartiacque, pertanto tutti gli articoli taggati come "spartiacque" sarebbero dei veri buchi nell'acqua) Non è proprio questo l'argomento dell'articolo.
L'articolo è in inglese. Può essere agevolmente stampato su qualsiasi tipo di carta, anche colorata. Si sconsiglia l'utilizzo di carta nera, sebbene riposante per gli occhi (tra l'altro si può raggiungere la medesima conclusione aggiungendo due o tre ipotesi all'articolo in allegato, come il calcolo distribuito e l'utilizzo di git al posto di cvs  svn). L'articolo è corredato di immagini che tuttavia non vogliono rendere eccessivamente pittorico lo sforzo teorico profuso. Data la complessità del lavoro si consiglia di bere un "nero lungo" prima della lettura.
Conscio dell'impatto che questo lavoro produrrà nella comunità scientifica internazionale, consiglio la lettura anche all'uomo della strada (e anche alla donna della medesima) che ne trarrà sicuro beneficio.

Sinceramente convinto, dott. Scaini
d

lunedì, settembre 01, 2008