domenica, marzo 20, 2011

sabato, marzo 19, 2011

Illustrazioni e arte

Mi sono aperto un profilo su deviantart, ma senza nessuna pretesa (infatti per il momento preferirei non linkarlo qui). La cosa bella di questo servizio è che ci sono tonnellate di artisti e alcuni di questi sono veramente di altissimo livello.

Mi permetto di consigliarvi quartertofour e alcuni dei suoi più bei pezzi (magari uno alla volta).


Differ


Lo trovo splendido

giovedì, marzo 17, 2011

Già Assolto

"Non c'è dunque
più nessuna condanna
per quelli che sono
in Cristo Gesù"
[Romani 8:1]


venerdì, febbraio 25, 2011

Root 5.28.00a for Debian and Ubuntu 64 bits

Already packaged for you, the newest Root data analysis framework packaged for your Debian or Ubuntu (64bits), just here: http://sourceforge.net/projects/cernrootdebs/

ciao
d

domenica, febbraio 20, 2011

lunedì, febbraio 14, 2011

Pavido

"Perché io, Il Signore, il tuo Dio, fortifico la tua mano destra e ti dico: Non temere, io ti aiuto!"

Isaia 41:13

giovedì, febbraio 10, 2011

Here we are

Domani,se Dio vuole e se specialmente non me ammazzo stasera, affrontero' l'ultimo esame della mia carriera universitaria (figon, cosi' si che mi do un tono!)
Questi sono i momenti in cui una persona tende a tirare le somme, a fare un bilancio delle esperienza passate, in questo caso universitarie, e vedere se si e' in attivo o in rosso.
Di questi due anni e mezzo a Trieste posso dire che non butto via niente, a livello umano e a livello universitario. La scelta di andare via da casa e' stata una delle scelte migliori che potessi fare, quella svolta che ti permette di diventare da un ragazzino idiota, un uomo idiota.
Di incertezze sul futuro ce ne sono tante, ma quelle sono necessarie, se non terapeutiche; sono contento di non avere incertezze sul passato, e per questo mi sento di dire grazie alle persone che hanno reso questi due anni e mezzo a Trst speciali, con piu' o meno merito.

mercoledì, febbraio 09, 2011

Chiamalo Scemo..


Ma non chiamarlo Presidente del Consiglio!

i ROM a ROMa

Avendo appena inviato la relazione per quello che, incrociando le dita, dovrebbe essere il mio ultimo esame, mi sento con lo spirito abbastanza appagato per poter scrivere.
Mi sembra doveroso, da romano qual sono, scrivere due parole su quello che e' successo a Roma in questi giorni.
Partiamo dai fatti : 4 ragazzini sono morti carbonizzati dentro una casa fatiscente, in cui erano rimasti soli.
E da qui finalmente un'intera citta', anzi, un'intera nazione prende coscienza che ci sono persone che, in quello che dovrebbe essere l'ottavo paese piu' industrializzato del globo, vivono in queste condizioni.
Parliamoci chiaro, lo scopo di questo post non e' esprimere un giudizio morale su quello che e' accaduto (n.b, Alemanno e' un fascista de merda), ma condividere un'esperienza personale di integrazione.
Alle elementari ho avuto in classe per tre anni due ragazzi rom, che vivevano in un campo nomadi a non piu' di mezzo chilometro di distanza da casa mia.
La mia scuola aveva preso un accordo molto chiaro con le famiglie : i bambini vengono a scuola, gli si da una mano con tasse ed altri scazzi burocratici, ma con la promessa che non devono andare a chiedere elemosina in giro.
Per un anno le cose hanno funzionato perfettamente, per quanto ne possa essere cosciente un bambino di sette anni.
Poi un giorno, andando al mercato sotto casa mia con mia madre, ho visto uno di questi ragazzi chiedere l'elemosina in giro. Siccome fin da bambino i cazzi miei non me li sono mai fatti, la mia reazione e' stata di andare a raccontare questa cosa alla mia maestra.
La reazione da parte sua fu di andare al campo nomadi, affrontare a brutto muso il padre di questi due ragazzi, e tentare di farli rimanere a scuola piu' tempo possibile, coinvolgendoli in tutte le possibili attivita' pomeridiane.
Che c'entra questo con quello che e' successo a Roma? Forse poco o niente, ma sinceramente credo dimostri che il concetto di integrazione non e' un argomento di cui si possa parlare astrattamente, ma drammaticamente reale.
In questo momento la politica fascista di Alemanno considera i rom un problema estetico, per cui si limita a spostarne i campi dove occhio non vede, e cuore non duole. I progetti di integrazione di cui incosciamente ho fatto parte anche io sono spariti. Ora a Roma si fa semplicemente finta che i Rom non esistano e non siano mai esistiti.
Una vera integrazione e' possibile, anzi necessaria, per evitare che altri innocenti finiscano in cenere, ma quanti sarebbero disposti a fare quello che fece la mia maestra? Da un fascista non me lo aspetto, ma sarebbe bello che ci fosse piu' pragmaticita' e meno "salotteria" da chi si professa difensore dei piu' deboli.

lunedì, febbraio 07, 2011

Scazzo Mattutino

Cominciamo dai fatti : stamattina mi sono alzato dal letto con le balle gia' impegnate in un ampio e continuo movimento rotatorio, apparentemente senza nessun motivo.
Mentre cerco di alzarmi dal letto, fare colazione e rendere la mia persona adatta a presentarsi in un luogo pubblico quale il Dipartimento (non dico di cosa giusto per dare un'aria misteriosa al luogo), noto che il movimento rotatorio sopra citato non cessa. E soprattutto, non riesco ad individuarne ancora il motivo.
Possedendo oramai una mente deviata da 5 anni di fisico studio, provo ad applicare il metodo di indagine scientifica alla mia persona e alla mia psiche, temendo i risultati di tale indagine.
Indagine che si rivela totalmente infruttuosa nel percorso casa - Universita' (ebbene si, con la lettera maiuscola), forse anche per via del vecchietto stranamente cocojo incontrato sul bus, che risponde co un ampio sorriso al mio gesto di cedergli il posto a sedere, e che pero' non si sente autorizzato per questo a riempirmi di ciacole alle otto di mattina. Stima totale per il vecio.
Arrivo in Uni, accendo il pc,e faccio il fatal errore di aprire in contemporanea Repubblica.it e iIlfattoquotidiano.it.
Epifania e Tragedia avvengono simultaneamente. E io cretino che mi domandavo pure il motivo per cui le mie balle imitassero Stakanov nel loro moto rotatorio!
Vivo in un paese dove il Presindente del Consiglio va a puttane e non si dimette, dove il sindaco della Capitale vede bene di proporre lo smantellamento totale dei campi rom dopo che stanotte quattro ragazzini sono diventati cenere, dove un cretino in maglioncino dopo aver fatto firmare un accordo suicida a migliaia di operai dice "si bon, magneteme el cul, io sposto tutto in Ammmerica", dove un sindaco si puo' permettere di togliere un piatto di pasta ad una ragazzina di 4 anni con l'aiuto della preside troia dell'istituto scolastico (ebbene si, ho detto troia, femministe insorgete pure, me ne sbatte assai poco) e dove, ultimo in ordine, ma non ultimo in importanza, la gente manda ad un quotidiano foto in stile bimbominkia come forma di ribellione al proprio non governo.
Ma a tutto questo dovrei forse essere abituato, penso. Il problema e' che c'e' un elemento di novita' che rende tutto drasticamente piu' drammatico; ho passato 5 anni ha pensare, quasi come un mantra, "tanto dopo la laurea me ne vado via da questo paese, e saro' un uomo libero".
Ora che quella che era una speranza e' diventata realta', non mi sento affatto libero, ma sconfitto. Ecco perche' mi rode cosi' tanto; chissa' se i generali che perdevano una battaglia e avevano la fortuna di svegliarsi il giorno dopo, chissa' se anche a loro giravano le palle cosi' tanto.
Giusto per rivendicare le mie origini (ao!), ogni mattina aprire il giornale, cartaceo o multimediale, e leggere quello che accade nel paese dove vivo, questi gesti all'apparenza innocui sono diventati le mie personali forche caudine.
La speranza di andarsene via e' diventa nella realtà l'ammissione di una sconfitta morale personale, una ritirata nella quale non si ha neanche la consolazione di tornare a casa.


lunedì, gennaio 31, 2011

If it's a crime than I'm guilty, guilty of screwing you...

Non è di Ella Fitzgerald e nemmeno di Billie Holiday che si parla, ma si parla di questo (nella speranza che il link rimanga attivo... io comunque ne ho una copia per chi non lo trovasse).

Hanno già parlato tutti del contenuto di questo documento che riporta 309 pagine di intercettazioni (alcuni dicono 389 ma io ne ho solo 309), e io non voglio in alcun modo entrare troppo nel merito della questione morale (che è piuttosto autoevidente). Vorrei invece sottolineare la bellezza e l'utilità di questo documento.

Innanzitutto la bellezza: è un documento che riporta gli avvenimenti in ordine cronologico e quindi potrebbe essere benissimo un avvincente romanzo storico, una bella fiction, intrighi, raggiri, invidie... quindi da un punto di vista letterario (dimenticando momentaneamente che è realtà) lo trovo molto valido... io mi sono fatto rapire dalle pagine e non ho mollato fino all'ultima.

Poi lo trovo utile, talmente utile che dovrebbe essere letto in tutte le scuole di ogni ordine e grado come testo da antologia. E perché utile?
Fornisce uno spaccato della società molto più vicino alla realtà, molto più della stessa realtà che viviamo ogni giorno nelle nostre ignoranti e incoscienti province. Uno sguardo sul mondo delle alte sfere, dove invidia, denaro, raggiri e troie girano come le palle di un qualsiasi impiegato al lunedì mattina.
In seconda battuta la caratterizzazione dei personaggi della vicenda è talmente ben fatta che potreste avere delle sorprese... per esempio io sono rimasto abbacinato dal duo Fede-Mora... perché di duo si tratta. I due sono in stretti rapporti e in stretta alleanza, tanto da organizzare una truffa fantastica ai danni di B. Avreste mai pensato che il leccaculo per eccellenza potesse incularsi il Mister B.?

Che a Mora piacca il cazzo è risaputo, ma io sospetto che Fede non lo disdegni...

d

venerdì, gennaio 07, 2011

Come due cieli

Sono andato a vederlo al cinema, e' stato il primo film in VHS a casa mia e il primo DVD che abbiamo mai comprato.. Io e Leo lo avremmo visto almeno 20 volte.. Lo rivedrei anche ora..

Difficile trovare una scena in forrest gump che sia migliore o piu' rappresentativa delle altre perche' ogni episodio, ogni dialogo ha un motivo di esistere.

E' comunque un film che non si ferma mai, talmente ricco che bisogna assolutamente rivederlo piu' volte per afferrare tutte le citazioni e capire a fondo tutti i personaggi.

Forse la scena in cui chiedono a forrest perche' stia correndo.. o quella in cui forrest chiede a jenny di sposarlo.. "Non sono mai stato un uomo intelligente ma so l'amore che significa."

Forse forrest non sara' intelligente ma sembra predere le cose dal verso giusto, sempre.
Cosa lo rende speciale?
Non e' superficiale perche' prova emozioni come tutti, ama jenny e' amico del tenente Dan e di Bubba, gli sfuggono delle cose si, ma mai quelle importanti "Abbiamo investito in una specie di azienda di frutta" e "Il tenente Dan non me lo disse mai.. ma io penso che alla fine avesse fatto la pace con Dio"

Poi naturalmente c'e' Jenny un amore totale e incondizionato da sempre, non vede com'e'.. non capisce o semplicemente non gli importa?
Ma insiste e poi alla fine vince, lei si innamora veramente di lui e non e' compassione..

Quindi alla fine come non scegliere questa come scena rappresentativa di questo film che come pochi mi ha davvero insegnato qualcosa..

Come due cieli..

sabato, dicembre 25, 2010

Grazie a Dio Buon Natale

E io contavo i denti ai francobolli, dicevo "Grazie a Dio buon Natale ".
Mi sentivo normale eppure i miei trent'anni erano pochi più dei loro ma non importa adesso torno al lavoro.

Cantavano il disordine dei sogni gli ingrati del benessere francese e non davan l'idea di denunciare uomini al balcone di un solo maggio, di un unico paese.

E io ho la faccia usata dal buonsenso ripeto "Non vogliamoci del male " e non mi sento normale e mi sorprendo ancora a misurarmi su di loro e adesso è tardi, adesso torno al lavoro.

Rischiavano la strada e per un uomo ci vuole pure un senso a sopportare di poter sanguinare e il senso non dev'essere rischiare ma forse non voler più sopportare.

Chissà cosa si trova a liberare la fiducia nelle proprie tentazioni, allontanare gli intrusi dalle nostre emozioni, allontanarli in tempo e prima di trovarsi solo con la paura di non tornare al lavoro.

Rischiare libertà strada per strada, scordarsi le rotaie verso casa io ne valgo la pena, per arrivare ad incontrar la gente senza dovermi fingere innocente.

Mi sforzo di ripetermi con loro e più l'idea va di là del vetro più mi lasciano indietro, per il coraggio insieme non so le regole del gioco senza la mia paura mi fido poco.

Ormai sono in ritardo per gli amici per l'olio potrei farcela da solo illuminando al tritolo chi ha la faccia e mostra solo il viso sempre gradevole, sempre più impreciso.

E l'esplosivo spacca, taglia, fruga tra gli ospiti di un ballo mascherato, io mi sono invitato a rilevar l'impronta dietro ogni maschera che salta e a non aver pietà per la mia prima volta.

Fabrizio De André

martedì, dicembre 21, 2010

Root 5.28

Come al solito continuo a pacchettizzare Root per Ubuntu/Debian, e trovate l'ultima versione 5.28 qui.
Se lo trovate utile lasciate pure un commento.
d

(avevo in mente di paccettizzare root degnamente e non in un unico blocco, ma è un po' più complicato di quanto mi aspettassi... se avete suggerimenti o volete dare duna mano contattatemi)

lunedì, dicembre 20, 2010

mercoledì, dicembre 15, 2010

Io non mi sento italiano

Mi scusi Presidente non è per colpa mia ma questa nostra Patria non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli che sia una bella idea ma temo che diventi una brutta poesia.
Mi scusi Presidente non sento un gran bisogno dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori non voglio giudicare i nostri non lo sanno o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente se arrivo all'impudenza di dire che non sento alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi e altri eroi gloriosi non vedo alcun motivo per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente ma ho in mente il fanatismo delle camicie nere al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque questa democrazia che a farle i complimenti ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese pieno di poesia ha tante pretese ma nel nostro mondo occidentale è la periferia.

Mi scusi Presidente ma questo nostro Stato che voi rappresentate mi sembra un po' sfasciato. E' anche troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente.
Sarà che gli italiani per lunga tradizione son troppo appassionati di ogni discussione.
Persino in parlamento c'è un'aria incandescente si scannano su tutto e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente dovete convenire che i limiti che abbiamo ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo noi siamo quel che siamo e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente ma forse noi italiani per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo son fiero e me ne vanto gli sbatto sulla faccia cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese forse è poco saggio ha le idee confuse ma se fossi nato in altri luoghi poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente ormai ne ho dette tante c'è un'altra osservazione che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri noi ci crediamo meno ma forse abbiam capito che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente lo so che non gioite se il grido "Italia, Italia" c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire o forse un po' per celia abbiam fatto l'Europa facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono



G.Gaber

martedì, dicembre 07, 2010

Inferno

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.**



Italo Calvino, "Le citta' invisibili".

sabato, dicembre 04, 2010

E infine fu il Digitale..

Dopo ben due colazioni guardando il segnale di statico alla TV stamane ho deciso di comprare il decoder.

Ovviamente tutti i bravi triestini hanno deciso di comprare il decoder solo nel momento in cui la TV normale si è spenta**.
Quindi nel negozio di elettronica c'era letteralmente una folla assiepata allo stend dei decoder digitali, manco a coffee break di fisica manco..
Ora non mi è sfuggito il fatto che anch'io come loro ho aspettato l'ultimo momento per procurarmi il decoder, ma invece di prenderlo come una corruzione da triestinità ho deciso di interpretarlo come un segnale favorevole per l'espatrio.

Tornato a casa il vecchio sèleco è tornato a nuova vita invaso da una profusione di canali in chiaro sinceramente un pò inaspettata, non di meno un telecomando nuovo e funzionante.
Dopo aver constatato che su Rai Storia parlavano di nazisti (almeno una certezza nella vita!) ho incominciato a far zapping..
Naturalmente attirato dall'allettante canale Rai Movie sono rimasto catturato da un vecchio film che ahimè non avevo ancora visto: A spasso con Daisy..
Prima di questo una breve pausa dalla seconda guerra mondiale mi ha permesso di vedere su Rai Storia "Vittorio De Sica racconta" dove il grande De Sica leggeva la storia del Principe Felice..
Poi Rugby sul la7 con intervento finale di Paolini..

Se la televisione rispecchia la nostara società forse volendo scegliere non è tutto da buttar via..




** La TV è morta, lunga vita alla TV!