giovedì, novembre 27, 2008

Studenti in rivolta - anno 1899 - di Padu

Tra le molte gustose informazioni che si possono addentare sfogliando un periodico pubblicato più di un secolo fa, di sicuro, non vi è nulla di più delizioso che scorrere la sezione della cronaca contemporanea.

In particolare, in questi giorni in cui mi dedico alla lettura de La Civiltà Cattolica (per ragioni di tesi), mi sono imbattuto in vivacissimi articoli intorno alla salvaguardia delle festività cristiane, campagne per l'abolizione del duello, cronache di improbabili avventure coloniali del volenteroso Regno d'Italia, aneddoti piccanti sulla vita nelle corti regnanti di tutta Europa e, soprattutto, rivolte, sommosse, omicidi anarchici, scioperi selvaggi repressi nel sangue, manifestazioni per pane elavoro represse nel sangue, dreyfusisti contro antidreyfusisti e altro ancora...

In questa situazione di totale subuglio, mi sono saltati particolarmente agli occhi i riferimenti ad alcune rivolte di studenti universitari in alcune città italiane, vista la situazione attuale delle cose.

Per questo, mi sembrava interessante sottoporre a voi, giovani e facinorosi studenti del duemilaotto, alcuni aneddoti di vita studentesca nel milleottocentonovantanove, così come appaiono dalle parole de La Civiltà Cattolica (è bene ricordarlo, periodico dei gesuiti, quindi di parte, quindi molto vicino all'opinione ufficiale del Vaticano).


Febbraio 1899

La studentesca italiana, com'è il solito di quasi tutti gli anni, è tornata a tumultuare; e non per iscopi nobili e patriottici (benchè anche per ciò i tumulti sono riprovevoli) ma per fini bassi e meschini; ciò è per non aver ottenuto una sessione di esami pel prossimo marzo. Il 17 gennaio, gli studenti dell'università di Palermo, non vedendo venire alcuna risposa dal ministero, anzi, udita la risposta negativa dal Rettore dell'università, abbandonarono, subito i corsi, riversandosi quindi nell'atrio dove cominciarono un vero tumulto con grida, schiamazzi, urli e fischi che parevano il finimondo. Tutti i vetri dell'aula al pianterreno furono infranti tra rumori assordanti. Non furono risparmiati neppure i fanali dell'atrio né le finestre del primo e secondo piano, contro cui fu lanciata una vera pioggia di sassi. Gli studenti fracassarono tutte le tabelle di legno dove vengono pubblicati gli avvisi, e ne fecero una catasta, tentando d'incendiarla per mezzo di giornali. Ruppero gli attaccapanni, alcuni banchi e qualche tavolino. Finalmente riversaronsi contro il casotto del portinaio, devastandolo compiutamente. Di tutti i vetri dell'atrio non ne restò uno intatto; ogni cosa venne furiosamente distrutta; ed anche il selciato dell'atrio fu in parte divelto. Il giorno appresso si commisero nuovi vandalismi, con isfasciamento de'mobili delle aule e con spari di petardi. Il giorno 19, non essendovi altro da rompere, con pezzi di carbone inbrattarono tutte le pareti dell'atrio con iscrizioni oscene e pornografiche. La contagione si estese anche a Napoli, dove gli studenti di quell'università imitaronole prodezze plebee di quelli di Palermo, quanto al vandalismo, gridando: Vogliamo la sessione di marzo! - Osserva bene un pubblicista: Se gl'incendiari de' casotti daziarii del passato anno furono puniti con lo stato d'assedio e con le prigioni, perchè lasciare impuniti gli studenti che devastano quello del portinaio dell'università? Almeno quelli lo facevano per fame. Ma il ministro Baccelli con lode ha fatto il suo dovere, mandando a Palermo questi ordini telegrafici al Rettore dell'università: "Approvo la chiusura temporanea di cotesta università decretata da da lei e dal Consiglio accademico. Avverta con un pubblico avviso che gli studenti hanno perduto la sessione estiva degli esami.Scriva una circolare ai padri di famiglia, avvisandoli, che, se ad università riaperta, quando ella crederà opportuno riaprirla, si rinnoveranno i disordini, l'intero anno accademico sarà irrevocabilmente perduto. Nella stessa circolare faccia sapere che, periziati i danni, si troverà modo di farli ripagare all'erario dagli autori o da chi è legalmente responsabile per essi." Ottime cose, se si manderanno ad effetto.


Aprile 1899

Il chiasso che di tanto in tanto fanno gli studenti d'università in Italia è divenuto, oltrechè un'inddecenza, una vera piaga. I fogli di questo mese ne sono pieni. Si riominciò (diciamo così, poiché non è molto, dovemmo narrare altri tumulti), si ricominciò dunque a Torino, ove in quell'università si fischiò un professore, perchè gli scolari lo credettero inetto all'insegnamento. Dai fischi si passò ad una serie di tumulti e scioperi e si finì con processi in tribunale. Poco dopo ecco nuovi ammutinamenti a Napoli e da Napoli un po' da per tutto. Il caso, che destò la scintilla a Napoli, fu questo. Un tale Straticò, maniscalco, senza avere titoli regolari per essere ammesso alla scuola veterinaria, inviò una domanda al ministro Baccelli, supplicandolo di ammetterlo ai corsi e promettendo di regolare subito la sua entrata. L'onorevole Baccelli, fece buon viso alla domanda; ma contro la deliberazione del ministro si ribellò il direttore della scuola veterinaria, professor Paladino, il quale, stando alla dichiarazione fatta alla Camera dall'onorevole Baccelli, avrebbe per giunta incitato gli studenti ai tumulti. Di qui un'agitazione fra gli studenti veterinari, la quale a mano a mano siè allargata assai. Perchè con gli studenti veterinari hanno fatto causa comune tutti gli studenti universitari. Quelli che erano ancora tra coloro che sono sospesi per la sessione di luglio, che vedevano di mal occhio l'energia ostentata dall'onorevole Baccelli, e che avevano sempre desiderio di fare un po'di chiasso, stabilirono, l'8 marzo, di andare a gridare e tempestare lungi dalla terra, in mare; quindi al porto di Santa Lucia in una cinquantina di barche presero il largo; ma sbarcati che furono e continuando la grida, trovaronoo la forza che mise loro un po' di senno in capo.


Maggio 1899

Molti studenti delle università di Padova, Ferrara e Bologna erano state invitati alle feste di Venezia per l amostra internazionale, di cui già parlammo. Ora costoro, ben lungi dal recarvi la nota della cortesia, della gaiezza, della urbanità e del civil costume, come coloro che nell'educazione sono al più alto gradino, vi recarono l'ubbriachezza, la sconcezza, i motti antireligiosi, la prepotenza e gli atti più osceni. È un bel frutto della scuola, donde gli sbandì la religione, e quindi il fatto è degno di essere narrato. Prendono d'assalto i carrozzoni della ferrovia, l'imbrattano dentro e fuori di figre oscene, entrano in Venezia come in una città di conquista, invadono caffè e bettole, s'ubbriacano, rompono i bicchieri, si danno agli atti più sconci, non risparmiando donne e fanciulle. Fu una vera invasione di barbari.




Segnalazioni di oggi

MarcoGaudo segnala:

IL MOSTRO UNICO
Stefano Benni

Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini. Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana. Da dove inizia l'istruzione? Dall'asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere. E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico. Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro. Secondo il Dmu (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all'immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell'ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil. Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena. Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi. Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio. Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica. Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay. Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso. Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me. Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.

www.stefanobenni.it

lunedì, novembre 24, 2008

Letture di oggi

Come si vede dalla nostra quasi nulla attività, siamo in periodo di studio..
ma oggi mi è arrivata una segnalazione che non voglio lasciare non pubblicata:

Fascist legacy - un'eredità scomoda

magari nei prossimi giorni terrò aggiornato il post con nuove cose interessanti...
d

sabato, novembre 22, 2008

Missing

In questo periodo latito di brutto.
Niente post, niente commenti.
Purtroppo sono stato fino a ieri senza una casa 3 comunque dovrò aspettare di fare il contratto per l'adsl (penso Fastweb).
In più non mi hanno ancora dato la password per la rete dell'università.
Pensavo di cavarmela con gli internet point, ma non avete idea dei prezzi di Venezia: 3 euro per 15 minuti.
Avete capito bene!
3 euro = 15 minuti!
Incredibile...

Cercherò di fare il possibile ma perdonate la mia assenza.
E' solo temporanea!

m.

martedì, novembre 18, 2008

Roma 14 novembre 2008: io c'ero, secondo la questura no.

...ma porca miseria... è mai possibile??? In un Paese che vuole essere tra i primi al mondo, abbiamo problemi a fare le somme? A fare delle foto dall'elicottero della polizia che ci ha sorvolati tutto il giorno e poi contarci come dei globuli rossi (cit. prof. Esch)?

Partiamo dall'inizio.
Premessa: non voglio fare la cronaca della manifestazione, son stanchino e poi non è che sappia scrivere così bene come dicono (grazie michele) quando non sono particolarmente lucido... poi spero in una collaborazione dall'esterno: i commenti sono lì per quello oppure mandateci una mail che integriamo il post.

Insomma dopo una notte in treno piuttosto insonne arriviamo arRoma, colazione, organizzazione striscioni e gonfiaggio palloncini (ottima idea!!!).
Ci muoviamo alla Sapienza da dove partiamo alle 10.00 circa... e già qui non riesco a vedere, nonostante i miei occhi ad altezza 1.85 circa, la testa del corteo (via della Scienza, non lunghissima ammettiamolo).

Arriviamo (per farla breve) in Piazza dei Cinquecento (di fronte a Termini) dove, a quanto ho letto sui pochi giornali che ci hanno cagati il giorno dopo, ci siamo uniti con gli "studenti medi". Insisto nel dire che non ho capito molto delle congiunzioni con gli altri cortei perche' eravamo talmenete tanti che le giunzioni non si sono notate.

Imbocchiamo via Cavour, lunghiiiiiiissima, larghissiiiiiiiiima, eppure non si vede la fine del corteo. Propongo un prblema alla Fermi per coloro che volessero cimentarsi in conti piu' accurati di quelli della Questura.

Arrivati in via dei Fori Imperiali ci uniamo agli altri cortei delle altre Universita'. Poi si prosegue, fino a Piazza Venezia dove incontriamo la Guardia di Finanza... tutti tranquilli, niente di che... sfiliamo belli e pallidi. Via delle Botteghe Oscure (mi pare) ... sosta pe run po' di fischi... arriviamo in Piazza Navona alle 15.00.

5 ore di camminata... il pulmino con la musica gia' torna indietro e noi non siamo ancora arrivati, i comizi li abbiamo evitati... dopo di noi arriva gente almeno per un'altra mezz'ora. Come facevamo a essere 30 mila??? Perche' i giornali non ci hanno cagati? Forse perche' non ci siamo picchiati? Perche' il sit-in davanti a Montecitorio non ha provocato morti? L'attenzione giornalistica si rivolge solo dove c'e sangue? Non dovrebbe invece riportare con il giusto peso i fatti?

vorrei dei vostri commenti e mi scuso per il ritardissimo del post.
d

Alcune foto
nostre 1 2 3 4

Come fare iTiburtino senza un (maledetto)Mac

Ossia come abilitare lo scroll a due dita su Linux!!!!
qui con aggiornamento per intrepid
Per la spada laser ci stiamo lavorando!!!

lunedì, novembre 10, 2008

NO GELMINI contest

(Terzo post della giornata ma tanto ho perso il treno e non ho più nulla da fare).

Questa volta scrivo per conto di Davide per lanciare un bel konkorso di protesta contro la Gelmini.
In vista della grande manifestazione di venerdì 17 novembre a Roma, per proseguire nella battaglia contro i tagli indiscrminati all'istruzione pubblica, chiediamo a tutti i lettori del blog di pensare ad un cartellone da portare in corteo.

Vanno bene frasi ad effetto, slogan da urlare, vignette e direi anche verdura in avanzato stato di decomposizione. Evitiamo gli insulti diretti non tanto perchè non siano meritati quanto perchè generano polemiche e screditano il movimento studentesco.

Io propongo un cartellone:
La Gelmini apre al dialogo: "Imparatemi voi la squola"

Possono andare bene anche cose come "Ricercatore... di fondi", "Tagliamo la Gelmini", "Vi facciamo abbronzati!", "We don't need no education", "Ci avete rotto i baroni" e altre cazzate del genere.

Ma proponete voi, che avete più fantasia...

Mama Afrika

Miriam Makeba è morta stanotte, tradita dal suo grande cuore.
E' scesa dal palco di Castelvolturno sul quale si era appena esibita per Roberto Saviano ed è stata male. Morta com'era sempre vissuta: dalla parte giusta, la più scomoda.

Ma forse a molti il suo nome non dice molto: cresciuta nel Sudafrica dell'Apartheid, inizia nel 1960 un esilio che durerà trent'anni, durante il quale i suoi dischi furono proibiti in patria. Anche dall'estero non smette però di battersi contro il razzismo e la segregazione.
Negli Sati Uniti contribuisce a portare la tradizione musicale africana, alla quale un genere come la Bossa Nova deve sicuramente molto.
Di tutta la sua straordinaria produzione (consiglio di cercare su YouTube soprattutto i video del concerto al Berns Salonger di Stoccolma del 1966) verrà ricordato soprattutto il brano Pata Pata (1967), del quale in Italia si è impardonita la pubblicità, come purtroppo accade spesso.



m.

Quando c'era lui i treni arrivavano in orario

William Turner - Rain, steam and speed (1844)

Che le nostre amate e moderne ferrovie non fossero capaci di funzionare già lo sapevamo, ma stamattina ho scoperto che non sono nemmeno capaci di NON funzionare.
Mi spiego.
Oggi è giorno di sciopero dei trasporti (a dopo le considerazioni di merito) e il sottoscritto avrebbe dovuto (condizionale d'obbligo) recarsi a Venezia nel pomeriggio. Sapendo della protesta mi sono informato e ho letto che sarebbero state garantite le fasce orarie dei "pendolari" (treni locali dalle 06:00 alle 09:00) e così, pur essendo impegnato nella Serenissima soltanto dopo le 14, ho deciso di partire la mattina, con sveglia alle 7.
Peccato che arrivato in stazione a Trieste C.le poco dopo le 08:00 non abbia trovato l'ombra di un treno; NEMMENO UNO!
Non un mezzo un arrivo, nè uno in partenza. Nemmeno una locomotiva abbandonata.
Biglietteria chiusa, nessuno a cui chiedere.
In compenso le biglietterie automatiche funzionavano perfettamente ed emettevano biglietti per treni che non sarebbero mai partiti!

Ora dico: che senso ha mettere delle fasce garantite se poi il servizio non viene garantito?
L'unico risultato è che la gente s'incazza e bestemmia. Garantito.

E ora due parole sul merito della protesta.
Verdetto: sacrosanta.
I lavoratori dei trasporti sono già dal 2007 senza contratto e si scontrano da un anno con il muro di gomma delle imprese che si rifiutano di aprire un tavolo.
Quello che mi chiedo è perchè in Italia non si possa semplicemente rinnovare un contratto quando scade. Perchè tutte le volte i lavoratori dipendenti devono aspettare mesi per vedere la propria busta paga aggiornata quando invece l'inflazione non aspetta il rinnovo?
Solidarietà quindi con chi sciopera e perde un giorno di paga, assottigliando ulteriormente un già magro stipendio.

m.

domenica, novembre 09, 2008

Primi passi

(ANSA) WASHINGTON, 9 NOV - Le scelte di Bush sulla ricerca sulle cellule staminali potrebbero essere tra le prime annullate da Obama alla Casa Bianca. Lo ha detto John Podesta, responsabile nello staff di Obama della gestione della transizione dei poteri. Secondo indiscrezioni raccolte dal Washington Post nello staff di Obama, sono circa 200 le decisioni di Bush che il nuovo presidente sta valutando di annullare e sostituire. Tra i temi principali, staminali, clima, trivellazioni petrolifere e aborto.

Avanti così!

sabato, novembre 08, 2008

mercoledì, novembre 05, 2008

La grande lezione americana

Ho provato sincera felicità stamattina, alle 6, nell'apprendere la vittoria di Obama, e questo va da sè. L'America ha dimostrato di saper superare gli spettri del passato che molti, me compreso, temevamo essere ancora troppo forti.

Ora si dice "L'America è una grande democrazia" ed è vero.
Ma non soltanto perchè ha vinto un Obama. Lo sarebbe stata anche se avesse vinto l'avversario. Si è dimostrata una grande democrazia per la passione e la convinzione sincera con la quale la battaglia è stata combattuta, per la straordinaria partecipazione al voto e prima ancora per l'eccezionale mobilitazione dei cittadini in favore del proprio candidato.
I colpi bassi sono stati pochi, i brogli non si sono visti; nessuma polemica, nessun riconteggio.
Una grande democrazia anche perchè ha saputo scegliere guardando al proprio futuro e credendo nelle proprie potenzialità e non chiudendosi a riccio in paure amplificate come fece in occasione del secondo mandato Bush.
La Storia ce lo insegna: quando un popolo sceglie sulla base della paura, quasi sempre sbaglia.

Ho provato poi sincero apprezzamento nell'ascoltare il discorso dello sconfitto John McCain (del quale, a parte l'ironia, ho sempre avuto rispetto).
Un discorso da cui emerge prima di tutto la buona fede con la quale ha condotto questa sua ennesima battaglia, e nel quale si apprezza poi la consapevolezza di aver commesso degli errori (primo fra tutti, con il senno di poi, l'aver scelto Sarah "Hockeymom" Palin). Confrontandosi con un pubblico purtroppo non altrettanto corretto, il vecchio senatore dell'Arizona ha riconosciuto la sconfitta prima ancora che i risultati fossero definitivi e ha detto che l'America deve essere orgogliosa dell'elezione di Barack Obama, "che è stato il mio avversario e che sarà il mio Presidente".
E' questo il patriottismo sano, lontano dal fanatismo che ahimè sappiamo animare molti dei suoi elettori.
Ecco il discorso integrale:



Dopo l'esito straordinario di queste presidenziali, posso dire che hanno avuto un solo difetto: far sentire noi italiani ancora più piccoli, vecchi e provinciali di quanto non ci sentissimo già.

m.

martedì, novembre 04, 2008

Quando leggerete questo post probabilmente sarà già tardi e il mondo avrà un nuovo Presidente Supremo, e la mia modestissima analisi sarà quindi inutile.

Purtroppo però in questi giorni sono stato molto "itinerante" e ho avuto poco tempo per scrivere. Spero che il pessimo tempismo mi verrà perdonato.

Ma veniamo al sodo: ormai tutti (anche i repubblicani) sembrano d'accordo sulla vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali americane. Il dubbio è soltanto se si tratterà di una vittoria di misura o della cosiddetta "valanga".
Ma è davvero così?


Effettivamente i sondaggi sembrano non lasciare margini, ma ci sono alcune possibilità nelle quali John McCain può sperare:

1. La popolazione bianca anziana, zoccolo duro del GOP, deve recarsi in massa alle urne (ma gli Early Voters, coloro che votano prima dell'Election Day per evitare le code e che di solito sono proprio i vecchi, hanno già dato ragione a Obama)

2. I tanti giovani, gli ispanici e gli afroamericani che si sono registrati per la prima volta, in gran parte sostenitori democratici, dovrebbero alla fine disertare il voto (ma anche qua i primi dati sull'affluenza sembrano remare contro le speranze repubblicane.

3. Una giornata positiva delle borse (ma oggi Wall Street ha aperto in calo) aiuterebbe a dimenticare la crisi finanziaria sorta sotto l'amministrazione Bush.

4. Il fattore razziale dovrebbe influenzare il voto a dispetto di quanto rilevato nei sondaggi. A questo proposito devo dire che anche la mia preoccupazione è tanta: perché mai a poche ore dal voto, la percentuale di indecisi è ancora del 7 percento, tra le più alte di sempre? Il gradimento di Bush è ai minimi storici, la crisi economica dilaga, la Palin è un disastro e fa danni ogni volta che apre bocca e Obama sembra apparentemente essere amato da tutti. Eppure milioni e milioni di persone dichiarano nei sondaggi di non aver ancora deciso. Si vergognano di qualcosa?

5. McCain può anche sperare di perdere il voto popolare ma ottenere più Grandi Elettori dell'avversario e quindi vincere, come fece W. Bush nel 2000 grazie alla Florida governata dal fratello Ted. Però sperare in una simile circostanza significherebbe essere caduti veramente in basso...

In ogni caso... sperim ben!

UnderMac

Forse qualcuno, leggendo nei giornali di questi giorni articoli sulle elezioni americane, si sarà imbattuto nell'espressione "effetto underdog". Siccome ho notato che spesso non viene spiegata (brutto vizio della stampa di dare per scontato il politichese) proverò a farlo io.
Intanto potremmo tradurre underdog semplicemente come "perdente" ma trovo più divertente l'adattamento "cane bastonato".
Ora spieghiamo il tutto con un esempio. Se trovate sul ciglio della strada un animale ferito potreste fare due cose: vedere che può ancora farcela e quindi avvolgerlo in una coperta, correre da un veterinario e fare di tutto per salvarlo. Oppure, se il disgraziato è talmente malridotto che ogni secondo di vita costituisce un'inutile sofferenza, potreste essere mossi a pietà e mettere fine alla sua straziante agonia sparandogli in mezzo agli occhi con la vostra fedele 44 Magnum.
Ecco, John McCain è quel cane ferito, investito da un'auto di colore scuro targata Chicago.


Il vecchio Mac deve convincere l'elettore repubblicano che lui può ancora farcela, che non è spacciato e che un tempestivo soccorso può ancora salvare lui e il partito.

É un'impresa difficile ma non impossibile perché in molti Stati, spesso decisivi, lo svantaggio è inferiore ai 5 punti percentuali, meno quindi della quota di indecisi attestata un po' ovunque attorno al 7. In questa situazione il fuso orario gioca un ruolo determinante: se quando si chiuderanno i seggi della East Coast i sondaggi saranno clementi con il candidato conservatore, allora i suoi sostenitori nei difficili stati centrali (Missouri, Indiana, Ohio) saranno molto più motivati a correre alle urne (ma attenzione, anche quelli di Obama).
Se viceversa gli exit poll orientali confermeranno o addirittura andranno oltre il plebiscito previsto per l'afroamericano, per Mac non ci sarà più nulla da fare.
Ma ovviamente per lui niente colpo di grazia: è contrario all'eutanasia...


m.

Gmail Google labs ti evita le figuracce

Prendendo spunto da fatti realmente accaduti ;) vi informo di questa nuova funzionalita' di gmail...


Dopo una certa ora devi risolvere dei semplici( a seconda della condizione in cui ti trovi) quesiti matematici in in un certo tempo per essere abilitato a inoltrare la mail..

sabato, novembre 01, 2008

Comoda tristezza mestrina da viaggio

E poi dicono a me che sono strano... Vi siete mai soffermati a guardare la gente che scende dal treno in grandi stazioni?


Il controllore, figura assurda almeno in Italia, dove sarebbero da revisionare le fs e non i suoi passeggeri.
Una suora con un sorriso perenne, salvatrice in scarpe improbabili.
Un imprenditore, giacca, trolley, giornale con le verità provvisorie di oggi che gli cade appena finiti i gradini. Informazione in più: non bestemmia (come  avrei fatto io), non so se per "rispetto" della vicina con la sua gioia diventata paresi.
Un ragazzo troppo ben abituato, dalla scandalosa ricercatezza dell'accordo tra i colori che indossa. Come mai non hai un cayenne?
Un indiano d'India forse il più normale se non fosse che si vede la malriposta speranza che si porta dietro.
Tonnellate di ragazzine che hanno ormai l'uniforme delle case di moda: il più scoperta possibile compatibilmente col freddo bastardo che fa.
Uno che scivola su tutti e tre i gradini del treno e arriva insperatamente in piedi... Troppi casi umani per non scriverne.
Ripassa il ragazzo troppo ben vestito... Non avevo notato la sciarpetta. Ma dov'è la gente "normale"?
d

desideri di futuro:
• basta ragazzine dark, non le sopporto più
• basta pseudoanarchiche diciassettenni da techno tedesca della peggior specie, più rasate su che giù
• basta ipod nano arancioni
• basta McDonald's
• basta trenitalia

Ormai di nuovo in treno indeciso se rimettermi a leggere o anestetizzarmi in altro modo per evitare di guardare o essere guardato da una mummia ben ristrutturata di donna, che fino a qualche anno fa aveva sicuramente la supponenza di credersi bella. Ora solo riflesso di rossetto e fondotinta.

(scusate il pessimismo arrivavo da un viaggio estenuante a mestre e mi mancavano ancora un tot di ore prima di arrivare a ts...)

Lo sapevate che la pasta che mangiate è ottenuta da grano modificato con neutroni lenti??

Bhè allora sapevatelo!!

no non sto scherzando..