martedì, giugno 05, 2007

dio, io, d-noi

Siccome oggi c'è il sole (salvo qualche goccia ogni tanto per ricordarci che siamo a Ts), volevo raccogliere l'invito a non parlare del tempo.
Vi espongo cosa penso e spero che in qualche commento qualcuno dica la sua, spero tanto che non ne nasca un flame, ma che si possa dire ciò che si vuole...
Io credo che la domanda 'dio esiste' sia sbagliata e pertanto le risposte che ne nascono non possono che essere sbagliate; che risposta si può dare a una domanda sbagliata? Adesso mi spiego. Secondo me infatti la domanda corretta è 'dio mi serve?', se sì allora in un certo senso "dio esiste", se no allora "dio non esiste". Dio nasce da un bisogno, all'inizio si crede fosse la spiegazione di certi fenomeni, ora direi che nasce dal bisogno di credere in qualcuno... personalmente mi riesce difficile credere in me, figuratevi se credo in qualcosa che non riesco a immaginare. (nota: di solito è molto più facile credere negli altri che in sé stessi... di questo spero non si debba discutere)
Quindi il mio consiglio è: provate a fare a meno di quello che chiamate dio, concentratevi su di voi in maniera molto egoistica (tanto credo sarete abituati a farlo...), basta una settimana; se a fine settimana avete resistito senza, allora non serve.
Mi dispiace ma la penso così.
d

2 commenti:

marco ha detto...

seppur tardivamente mi inserisco nel discorso....
forse chiedersi "Dio esiste?" è sbagliato quanto chiedersi "Dio mi serve?".....forse una persona dovrebbe chiedersi solo "credo in Dio?"
o forse un bel mix del tipo "mi serve credere in Dio?"potrebbe essere la domanda più corretta.
personalmente credo che il bisogno di credere derivi dalla necessità dell'uomo di avere una speranza quando nessuno ti può aiutare, allora inizi a credere in qualcosa che non vedi, che in realtà non sai se esiste, ma che speri ci sia....forse perchè è l'ultimo appiglio che ti è rimasto.....forse Dio è anche il bisogno che l'uomo ha di credere nell'aiuto di qualcuno che può tutto, e in quanto tale ti può anche aiutare....forse credere in Dio è anche un atto egoistico....
io per quel che può voler dire mi considererei appartenente alla "classe" dei cristiani non praticanti...(che forse non vuol dire nulla)
penso di esserlo diventato quando ho iniziato a capire come la Chiesa si comportava, quando ho capito che la Chiesa più che un esempio di carità cristiana era un esempio di mafia(tra omertà, pedofilia, protezione dei colpevoli, e sfruttamento dei creduloni...) e pura ignoranza (tutto il resto degli argomenti in cui si esprime...)
con Chiesa intendo ovviamente le alte sfere, perchè per fortuna c'è ancora qualche prete che mantiene la capacità di usare la sua testa, in modo quasi sempre funzionale....
a volte credo che quelli che credono nella Chiesa come ora si presenta, e nelle idee che propugna siano un esempi di ignoranza e di mancanza di una certa capacità d'analisi critica dei fatti necessaria...
mi piacerebbe fare un bel discorsetto con qualcuno appartenente a questo gruppo di persone, ma ancora non ne ho avuto la possibilità....
vediamo se qualcuno raccoglie l'invito.
saluti ragazzi e ciao Dav,
marco

paolo ha detto...

ma voi siete fuori di testa?
io, dio, mio, ...
e la pancia? a parte le storielle e gli uccelli di san francesco, dio mica ti da da mangiare, dio mica ti ha partorito, dio mica è una tua necessità. è un prodotto.
è come le rette parallele di euclide: uno splendido parto della mente umana, che però non ha nessuna evidenza nella realtà. così ognuno lo può plasmare come desidera. è la cosa più "vendibile" tra le inutili cose di cui ci circondiamo.
magari un giorno mi spiegherò meglio