giovedì, ottobre 30, 2008
Consigli per la lettura di oggi
Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/scontri-piazza-navona/scontri-piazza-navona.html
un po' meno dettagliato...
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-4/il-punto-29/il-punto-29.html
rispondo a lui: non vogliamo il sostengno di nessun partito.
http://temi.repubblica.it/micromega-online/piazza-navona-lombra-dei-manovratori/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/aggressione-fascista-la-testimonianza-di-uno-studente-video/
http://kfrol.blogspot.com/2008/10/cos-successo-piazza-navona.html
analisi da osservatore...
la pagina verrà aggiornata durante il giorno
d
Non siamo interessati ai manganelli tricolori
Ma l'idea non è cosa. È quando. E quando occupare? Quando fa notizia. Quando tutti si aspetterebbero che molli la presa... che sei stanco... rotto... disfatto. Quando tutti sono a casa e l'aria è piena di buoni sentimenti salti fuori tu e rinvigorisci l'astio. Avete già capito? No? Eppure vi facevo intelligenti...
Durante le vacanze di Natale! Ognuno si occupa il suo dipartimento... già mi immagino, qualcuno che invita i parenti in "dipa" (come si chiama da noi la nostra seconda casa), tutti a pranzo assieme, le tivu che fanno le domande del cazzo solite:"una protesta insolita questa... come avete festeggiato voi il Santo Natale in dipartimento?" ... ... ... "signorina... effettivamente... ecco... - sono ateo... dio non esiste, lo sfruttiamo solo per farci pubblicità... anzi sfruttiamo Lei che crede in queste cose di modo che per Lei abbia un senso il protestare durante il Natale... insomma a volte vivere in un Paese a maggioranza cattolica ha dei vantaggi... basta saperli sfruttare a proprio vantaggio... - ecco... signorina... è stato molto difficile non essere vicino alla mia Comunità durante le settimane di Avvento e soprattutto durante la giornata della Natività... ma per la protesta questo ed altro!!! - ti ho fregato bagascia!"
d
ps: seriamente, che ne dite?
EDIT: è chiaro che servono delle regole... parlando con alcuni compagni, è nata la preoccupazione che diventi ricettacolo di bongari etc... insomma una di quelle occupazioni del cazzo...
io pensavo: ognuno occupa casa sua... ma non so bene che tipo di regolamentazione di accesso si possa adottare per mantenere una pseudo-democraticità d'accesso... pensateci, c'è tempo.
- Metodo Baronale - entrano solo i parenti dei fisici (morose e morosi inclusi)
- Metodo Dipartimentale - entrano solo quelli col badge
- Metodo Demo - si chiede di tenere aperto il dipartimento e entrano tutti come se fosse una gironata normale...
nessuno di questi metodi mi soddisfa... proponete, pensate, che secondo me potrebbe essere una bella cosa.
Qualcosa di buono! finalmente..
Come la comunita' di Ubuntu per intendersi.
I gruppi sono aperti a chiunque voglia parteciparvi e sono divisi per singole iniziative o per aree tematiche.
Esistono quindi il gruppo sito, il gruppo volantini,il gruppo comunicazione/divulgazione, il gruppo forum, ma anche il gruppo lezioni in piazza di biologia.
Perche' la forza di questa protesta sta' nella volonta' di ognuno di noi di fare qualcosa in prima persona..
le nanofisiche insegnano..
Aderite ai progetti piu' consoni a voi.. Ci servono le vostre idee e la vostra voglia di realizzarle
mercoledì, ottobre 29, 2008
Scienza in piazza a trieste
sito web http://sites.google.com/site/scienzainpiazza
mail scienza.inpiazza.AT.gmail.com
Nanofisiche rulez
martedì, ottobre 28, 2008
Non usateci per tappare le vostre falle!
Sì difatti... questa manovra economica ha polarizzato un malcontento che fortunatamente è trasversale, apartitico ma non apolitico. È in questo contesto, per il momento idilliaco, che si muovono tutte le nostre proteste. E in questo contesto c'è qualcuno che sta tentando di inserirsi: mio caro Veltroni, lascia che la nostra protesta sia nostra; ci faresti più male che bene colorando di un colore che non desideriamo le nostre mosse. (premetto che ho sempre votato a sinistra dura o idv)
Siamo giovani, belli e intelligenti: vi facciamo un culo così anche senza il buon Walter.
lunedì, ottobre 27, 2008
Da dentro e da fuori..
Il senso di responsabilità richiede la sospensione o il ritiro del decreto Gelmini. Famiglia Cristiana, nel numero in edicola questa settimana, interviene nuovamente sulla scuola: "Non chiamiamo riforma un semplice taglio di spesa" è il titolo dell'editoriale d'apertura del giornale.
Nature
Nature 455, 835-836 (16 October 2008) | doi:10.1038/455835b; Published online 15 October 2008
Cut-throat savings
In an attempt to boost its struggling economy, Italy's government is focusing on easy, but unwise, targets.
It is a dark and angry time for scientists in Italy, faced as they are with a government acting out its own peculiar cost-cutting philosophy. Last week, tens of thousands of researchers took to the streets to register their opposition to a proposed bill designed to control civil-service spending (see page 840). If passed, as expected, the bill would dispose of nearly 2,000 temporary research staff, who are the backbone of the country's grossly understaffed research institutions — and about half of whom had already been selected for permanent jobs.
Even as the scientists were marching, Silvio Berlusconi's centre-right government, which took office in May, decreed that the budgets of both universities and research could be used as funds to shore up Italy's banks and credit institutes. This is not the first time that Berlusconi has targeted universities. In August, he signed a decree that cut university budgets by 10% and allowed only one in five of any vacant academic positions to be filled. It also allowed universities to convert into private foundations to bring in additional income. Given the current climate, university rectors believe that the latter step will be used to justify further budget cuts, and that it will eventually compel them to drop courses that have little commercial value, such as the classics, or even basic sciences. As that bombshell hit at the beginning of the summer holidays, the implications have only just been fully recognized — too late, as the decree is now being transformed into law.
Meanwhile, the government's minister for education, universities and research, Mariastella Gelmini, has remained silent on all issues related to her ministry except secondary schools, and has allowed major and destructive governmental decisions to be carried through without raising objection. She has refused to meet with scientists and academics to hear their concerns, or explain to them the policies that seem to require their sacrifice. And she has failed to delegate an undersecretary to handle these issues in her place.
Scientific organizations affected by the civil-service bill have instead been received by the bill's designer, Renato Brunetta, minister of public administration and innovation. Brunetta maintains that little can be done to stop or change the bill — even though it is still being discussed in committees, and has yet to be voted on by both chambers. In a newspaper interview, Brunetta also likened researchers to capitani di ventura, or Renaissance mercenary adventurers, saying that to give them permanent jobs would be "a little like killing them". This misrepresents an issue that researchers have explained to him — that any country's scientific base requires a healthy ratio of permanent to temporary staff, with the latter (such as postdocs) circulating between solid, well equipped, permanent research labs. In Italy, scientists tried to tell Brunetta, this ratio has become very unhealthy.
The Berlusconi government may feel that draconian budget measures are necessary, but its attacks on Italy's research base are unwise and short-sighted. The government has treated research as just another expense to be cut, when in fact it is better seen as an investment in building a twenty-first-century knowledge economy. Indeed, Italy has already embraced this concept by signing up to the European Union's 2000 Lisbon agenda, in which member states pledged to raise their research and development (R&D) budgets to 3% of their gross domestic product. Italy, a G8 country, has one of the lowest R&D expenditures in that group — at barely 1.1%, less than half that of comparable countries such as France and Germany.
The government needs to consider more than short-term gains brought about through a system of decrees made easy by compliant ministers. If it wants to prepare a realistic future for Italy, as it should, it should not idly reference the distant past, but understand how research works in Europe in the present.
Quarto ds&mv Contest
E' bandito il quarto concorso del blog!
Si festeggiano i ventimila visitatori (aumento di un ordine di grandezza dal primo contest)
Le regole sono sempre quelle, il premio anche.
In bocca al lupo!
m.
sabato, ottobre 25, 2008
Cambio di operatore telefonia mobile e codice errato sim: Le bugie della TIM
Una settimana fa io e Mary abbiamo deciso di passare dai nostri operatori a PosteMobile, mantenendo il nostro vecchio numero.
I vecchi operatori hanno 5 gg lavorativi per concedere il passaggio del numero al nuovo operatore mobile.
L'ultimo giorno mi chiama la Vodafone di cui ero cliente per convincermi a non cambiare offrendomi nuovi piani tariffari. Siccome ho rifiutato l'offerta 2 gg dopo sono passato a PosteMobile come da accordi.
Tutt'altra storia per Maria. Sempre l'ultimo giorno utile la TIM la chiama dicendogli che il numero seriale della sua sim inserito nella domanda di cambio operatore era sbagliato e che avrebbe dovuto immediatamente rifiutare il passaggio a PosteMobile. Le conseguenze di un non rifiuto sarebbero state la perdita del proprio numero di telefono e quindi l'impossibilità di chiamare ed essere chiamati sul vecchio numero.
Mary quindi per evitare tale eventualità ha rifiutato salvo poi scoprire, dopo esser andata a controllare sulla copia della domanda di cambio operatore, che il numero inserito e il numero che compare sul retro della sim erano identici.
La TIM ha volutamente mentito a un suo cliente per evitare il passaggio di operatore.
Titanica incazzatura da parte nostra con telefonate molto accorate al servizio clienti tim..
Contattando PosteMobile inoltre veniamo a scoprire che questa è una pratica diffusa se non standard che la TIM riserva a chi volesse cambiar numero!!!
Anche il web è pieno di esempi simili
Dite anche voi no alla TIM e un bel V*******O
venerdì, ottobre 24, 2008
hai mai visto dei termosifoni andare incontro al tramonto? aka Mister Cossiga ci ha superato nelle stronzate, riprendiamoci il primato!
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406
e si sviluppa poi in molte reazioni:
http://malvino.ilcannocchiale.it/2008/10/23/promemoria_1_e_2.html
e qui e qui e qui... o se volete qualcosa di più generico:
http://www.google.it/search?hl=it&q=cossiga+scuola&btnG=Cerca&meta=
se non sapete chi è http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga.
Una carica del genere, ottavo presidente della Repubblica Italiana, dovrebbe avere un modo di vedere la democrazia lievemente diverso... che ne dite?
Io mi auguro solo che nei gruppi che stanno manifestando ora non si insinui già da subito qualche uomo della politica. Molto spesso a guidare le occupazioni ci sono dei collettivi che non hanno nulla di elettivo, si impongono e impongono il loro volere... molti di loro poi saranno negli scranni del potere tra pochi anni.
d
ps: spero che presto Maurizio (neo acquisto romano) ci dia qualche lume dalla Capitale.
Non vogliamo tagli, vogliamo riforme!!!
Ma la soluzione non e' sparare nel gruppo, i tagli non eliminano gli sprechi!!
Ci vuole una riforma seria e strutturale che elimini privilegi inutili e che porti ad un'universita' sana e competitiva, per il futuro di noi tutti.
Sperin ben..
per essere informati sulle iniziative e per dare la vostra opinione scrivete a coordinascienze
per le discussioni vecchie il sito del gruppo e'

Martedi' Lezioni in piazza Unita'!!!!
Astrofisica ci sara'!!Nel pomeriggio di martedi', (dalle 15) gli studenti e i professori di scienze si ritroveranno a fare lezione in piazza Unita'.. Muovetevi anche voi!!
giovedì, ottobre 23, 2008
Berlusconi: "Polizia negli atenei"
Assemblea del 22 ottobre Piazzale Europa contro la legge 133
L'Universita' di Trieste chiude?
In una sitazione gia' di crisi per l'universita' pubblica, viene approvato il 6 agosto 2008 il dl 112 (poi legge 133), che piu' che una riforma dell'universita' (come qualcuno vuole farla passare) e' un ingente taglio ai fondi statali per gli atenei. Tali fondi passeranno infatti nell'arco di 5 anni da 6,8 Miliardi di euro a 5.3 Miliardi circa, con un taglio di circa il 20%.
Vengono inoltre ridotte le assunzioni, ad ogni 10 professori che vanno in pensione corrisponde l'assunzione di un unico 1 ricercatore..
Dato che le universita' spendono in media il 100% di tali fondi per pagare gli stipendi, capite bene che con questi tagli non ci saranno piu' i soldi per far funzionare l'Universita'.
Informatevi.. visitate il sito del coordinamento133 (la sezione del materiale e' molto interessante!)
Poi ne parleremo
mercoledì, ottobre 22, 2008
Ancora su Saviano
Sì, forse.
Ma in questo caso me ne vanto.
E' il momento di battere il ferro finché è caldo, di approfittare della giusta visibilità che il fenomeno mafioso sta avendo per parlarne e rompere l'omertà che prima di Gomorra sembrava regnare non solo nei territori dei boss, ma anche nel mondo dell'informazione.
L'appello di solidarietà a Roberto Saviano sta andando alla grande. In meno di due giorni 150mila firme. Ma ancora non basta.
FIRMA L'APPELLO
Oggi Saviano su Repubblica (on-line e cartacea) ringrazia tutti i firmatari e tutti coloro che, in qualsiasi modo, abbiano partecipato alla sua battaglia per ridare dignità a quasto Paese.
Mi fa piacere riportare integralmente questi ringraziamenti.
GRAZIE per tutto quanto state facendo. È difficile dimostrare quanto sia importante per me quello che è successo in questi giorni. Quanto mi abbia colpito e rincuorato, commosso e sbalordito sino a lasciarmi quasi senza parole. Non avrei mai immaginato che potesse accadere niente di simile, mai mi sarei sognato una tale reazione a catena di affetto e solidarietà.
Grazie al Presidente della Repubblica, che, come già in passato, mi ha espresso una vicinanza in cui non ho sentito solo l'appoggio della più alta carica di questo paese, ma la sincera partecipazione di un uomo che viene dalla mia terra.
Grazie al presidente del Consiglio e a quei ministri che hanno voluto dimostrarmi la loro solidarietà sottolineando che la mia lotta non dev'essere vista disgiunta dall'operato delle forze che rappresentano lo Stato e anche dall'impegno di tutti coloro che hanno il coraggio di non piegarsi al predominio della criminalità organizzata. Grazie allo sforzo intensificato nel territorio del clan dei Casalesi, con la speranza che si vada avanti sino a quando i due latitanti Michele Zagaria e Antonio Iovine - i boss-manager che investono a Roma come a Parma e Milano - possano essere finalmente arrestati.
Grazie all'opposizione e ai ministri ombra che hanno appoggiato il mio impegno e quanto il governo ha fatto per la mia sicurezza. Scorgendo nella mia lotta una lotta al di là di ogni parte.
Le letture delle mie parole che sono state fatte in questi giorni nelle piazze mi hanno fatto un piacere immenso. Come avrei voluto essere lì, in ogni piazza, ad ascoltare. A vedere ogni viso. A ringraziare ogni persona, a dirgli quanto era importante per me il suo gesto. Perché ora quelle parole non sono più le mie parole. Hanno smesso di avere un autore, sono divenute la voce di tutti. Un grande, infinito coro che risuona da ogni parte d'Italia. Un libro che ha smesso di essere fatto di carta e di simboli stampati nero su bianco ed è divenuto voce e carne. Grazie a chi ha sentito che il mio dolore era il suo dolore e ha provato a immaginare i morsi della solitudine.
Grazie a tutti coloro che hanno ricordato le persone che vivono nella mia stessa condizione rendendole così un po' meno sole, un po' meno invisibili e dimenticate.
Grazie a tutti coloro che mi hanno difeso dalle accuse di aver offeso e diffamato la mia terra e a tutti coloro che mi hanno offerto una casa non facendomi sentire come uno che si è messo nei guai da solo e ora è giusto che si arrangi.
Grazie a chi mi ha difeso dall'accusa di essere un fenomeno mediatico, mostrando che i media possono essere utilizzati come strumento per mutare la consapevolezza delle persone e non solo per intrattenere telespettatori.
Grazie alle trasmissioni televisive che hanno dato spazio alla mia vicenda, che hanno fatto luce su quel che accade, grazie ai telegiornali che hanno seguito momento per momento mutando spesso la scaletta solita dando attenzione a storie prima ignorate.
Grazie alle radio che hanno aperto i loro microfoni a dibattiti e commenti, grazie specialmente a Fahrenheit (Radio 3) che ha organizzato una maratona di letture di Gomorra in cui si sono alternati personaggi della cultura, dell'informazione, dello spettacolo e della società civile. Voci che si suturano ad altre voci.
Grazie a chi, in questi giorni, dai quotidiani, alle agenzie stampa, alle testate online, ai blog, ha diffuso notizie e dato spazio a riflessioni e approfondimenti.
Da questo Sud spesso dimenticato si può vedere meglio che altrove quanto i media possano avere talora un ruolo davvero determinante. Grazie per aver permesso, nonostante il solito cinismo degli scettici, che si formasse una nuova sensibilità verso tematiche per troppo tempo relegate ai margini. Perché raccontare significa resistere e resistere significa preparare le condizioni per un cambiamento.
Grazie ai social network Facebook e Myspace, da cui ho ricevuto migliaia di messaggi e gesti di vicinanza, che hanno creato una comunity dove la virtualità era il preludio più immediato per le iniziative poi organizzate in piazza da persone in carne e ossa.
Grazie ai professori delle scuole che hanno parlato con i ragazzi, grazie a tutti coloro che hanno fatto leggere e commentare brani del mio libro in classe. Grazie alle scuole che hanno sentito queste storie le loro storie.
Grazie a tutte le città che mi hanno offerto la cittadinanza onoraria, a queste chiedo di avere altrettanta attenzione a chi concedono gli appalti e a non considerare estranei i loro imprenditori e i loro affari dagli intrecci della criminalità organizzata.
E grazie al mio quotidiano e ai premi Nobel e ai colleghi scrittori di tante nazionalità che hanno scritto e firmato un appello in mio appoggio, scorgendo nella vicenda che mi ha riguardato qualcosa che travalica le problematiche di questo paese e facendomi sentire a pieno titolo un cittadino del mondo.
Eppure Cesare Pavese scrive che "un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti".
Io spesso in questi anni ho pensato che la cosa più dura era che nessuno fosse lì ad aspettarmi. Ora so, grazie alle firme di migliaia di cittadini, che non è più così, che qualcosa di mio è diventato qualcosa di nostro. E che paese non è più - dopo questa esperienza - un'entità geografica, ma che il mio paese è quell'insieme di donne e uomini che hanno deciso di resistere, di mutare e di partecipare, ciascuno facendo bene le cose che sa fare. Grazie.
No, Roberto.
Grazie a te.
m.
lunedì, ottobre 20, 2008
Appello per Roberto Saviano
Dopo le ennesime minacce camorristiche all'indirizzo dello scrittore Roberto Saviano, il mondo della cultura si mobilita: sei premi Nobel hanno scritto un appello per esprimere la loro solidarietà all'autore di Gomorra e per cercare di smuovere le coscienze
Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro - Gomorra - tradotto e letto in tutto il mondo. È minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, Repubblica, e di tacere. Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. È un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini. Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.L'appello si può fermare sul sito de La Repubblica.
DARIO FO
MIKHAIL GORBACIOV
GUNTHER GRASS
RITA LEVI MONTALCINI
ORHAN PAMUK
DESMOND TUTU
FIRMA L'APPELLO
Anche se personalmente non ho mai creduto all'utilità degli appelli e delle raccolte di firme, credo però anche che dei centomila click che facciamo ogni giorno, questo possa essere un po' più costruttivo o almeno possa farci sentire cittadini più partecipi e quindi più degni.
Ho iniziato a far girare l'appello via mail (un'altra cosa che generalmente non faccio mai). Potete farlo anche voi.
Tentar non nuoce

m.
mercoledì, ottobre 15, 2008
Consiglio per la lettura
Perchè da noi nessun politico corre a 140 in centro?
sabato, ottobre 11, 2008
Anche l'emulazione(*) ha bisogno di originalità: MyPyx
Dalla fantastica mente di Michelino è nato come titolo per la mia (nostra) rubrica fotografica: MyPyx.
Cito: "Ho scelto il nome per la tua rubrica: My Pyx!
E' una cazzata ma ora ti spiego: mi ero messo a pensare a come chiamarla e non mi veniva in mente nulla, allora ho fatto una cosa che faccio spesso per aprire le porte della mia mente. Sono andato su Wikipedia e ho cliccato "Una voce a caso".
Incredibilmente è uscita la voce PYX ("abbreviazione della costellazione della Bussola" ma anche "codice aeroportuale IATA dell'aeroporto civile di Pattaya, Thailandia").
Poi ho riflettuto (!!) è ho notato che Pyx sembra l'abbreviazione di pictures oltre che evocare il termine pixel.
Allora ho partorito lo squallido My Pyx.
Come titolo provvisorio potrebbe andare..."
che ne dite?
d
mercoledì, ottobre 08, 2008
Sondaggi
La stampa marxista-leninista-mangiabambini americana e internazionale concorda nell'assegnare la vittoria dello scontro al senatore dell'Illinois, ma per fortuna una voce di verità si leva da questo mare di menzogne.
FoxNews (network che nessuno può avere il coraggio di chiamare fazioso) ha infatti condotto "a caldo" un sondaggio altamente rappresentativo: ha chiesto ai suoi spettatori di inviare sms ed e-mail per esprimere un giudizio sul dibattito. L'86% di chi ha deciso di partecipare ha proclamato il vecchio Mac vincitore.
Ottantaseipercento!
Penso che in realtà la percentuale sia anche maggiore, ma probabilmente una decina di punti sono stati tolti per non dispiacere troppo al povero Barack. Alla Fox hanno un cuore grande così!
Se anche voi volete farvi un'idea imparziale del risultato, consiglio come sempre l'ottimo sito del NYT.
Impagabile anche stavolta la pagella di Zucconi.
Enjoy!
m.
(Remember: if you are American, vote Republican!)
lunedì, ottobre 06, 2008
Voglio anch'io!
Anche questa scattata con la stessa tecnica della precedente e lievemente modificata... in generale odio ritoccare le foto più che altro perché non ho tempo, ma questa mi sembrava rendesse di più con questo b/n.
d
sabato, ottobre 04, 2008
Voglio anch'io! (in attesa di un nome migliore)
ma è chiaro che non può essere emulazione, se non altro per le deficienze di costanza che ho. Avevo iniziato tempo fa a postare qualche foto qui e là... e da lì nasceva il tag "Fotografia" (tra le mie preferite Mattino, Ristrutturazioni [per motivi etici], Mondo [per il furto], Donne).
Insomma tutto 'sto testo per dire: vorrei ri-iniziare a postare delle foto, se mi suggerite anche un nome alla pseudo-rubrica mi fate un favore.
Così per gradire.
d
ps: non avendo obiettivi macro questa foto è fatta con il 17-55 del kit Canon 400D "montato" al contrario (in realtà tenuto in mano). Procedimento: si monta correttamente, si sceglie il diaframma da utilizzare, si preme il tasto che chiude il diaframma al valore scelto e nel mentre si smonta l'obiettivo. Girare e provare ;-) (trovare la messa a fuoco è roba da ubriachi....)
venerdì, ottobre 03, 2008
"Lettura integrale della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, per sette giorni e sei notti" - di Paolo C.
martedì, settembre 30, 2008
Per un mondo migliore: Google
lunedì, settembre 29, 2008
Alcuni video di Fisica
http://blog.wired.com/wiredscience/2008/09/top-10-amazing.html
Spero sia interessante!
E io che speravo di essere almeno un buon divulgatore! ;-)
Comunque li ho trovati interessanti e mi scuso per il ritardissimo!
ciao
d
sabato, settembre 27, 2008
Paul
Ci lascia uno dei più grandi uomini del cinema americano. Un attore eccezionale e un cittadino encomiabile, attivo nel volontariato così come nella politica.
Anche se la sua morte non giunge inaspettata, è sempre una brutta notizia.
Voglio ricordarlo con una delle scene più toccanti della sua carriera.
I don't care if it rains or freezes
Long as I got my plastic Jesus
Sitting on the dashboard of my car
Comes in colors, pink and pleasant
Glows in the dark, it's iridescent
Take it with you when you travel far
Get yourself a sweet Madonna
Dressed in rhinestone, sitting on a
Pedestal of Abalone Shells
Going 90, I ain't scared
Because I got the Virgin Mary
Assuring me that I won't go to hell
La sequenza andrebbe inserita nel contesto del film, Cold Hand Luke (in italiano Nick Mano Fredda) ma anche da sola vale.
E' tutto.
Cronaca nera
"Ferrara, uccide madre e fratello e poi si presenta in questura"
ho omesso di badare alla virgola e subito mi sono fatto un favoloso film mentale: Giulianone che massacra i parenti a colpi di arancia.
L'immagine, benchè decisamente macabra, mi ha suscitato del riso.

(Ok, questo post è veramente inutile...)
Torno su un tema a me tanto caro: le presidenziali americane.
Ieri si è tenuto il primo degli scontri diretti Obama - McCain, in un momento particolarmente delicato della storia americana, un momento che mescola la paura per il fututo dovuta alla grande crisi finanziaria alle aspettative di cambiamento offerte dalla fine dell'Era Bush.
Il video qui sopra è solo uno stralcio. Consiglio la versione come sempre ottima del sito del New York Times e relativa, utile, trascrizione.
Da segnalare:
- Le pragmatiche risposte di Mac alla crisi economica: "I have a fundamental belief in the goodness and strength of the American worker. And the American worker is the most productive, the most innovative. [...] I have a fundamental belief in the United States of America. And I still believe, under the right leadership, our best days are ahead of us."
Un economista nato (o meglio, N.A.T.O.)
Anche Obama non scherza e snocciola tutta la sua competenza in materia finanziaria: "700 billion dollars is a lot of money".
Si impara sempre qualcosa.
- Lo scambio di battute attorno ai 21' 45''
- Il bellissimo commento di Zucconi al dibattito. Mi sono piegato in due quando dice di McCain che "ha tutto il carisma e la capacità di seduzione di una minestrina al brodo di dadi servita nel refettorio di una casa di riposo" e che "il suo obbiettivo principale era quello di essere bianco accanto al nero e quello gli sarebbe riuscito anche se fosse stato zitto per 90 minuti".
Non sono molto d'accordo sul giudizio negativo attribuito a Obama. Il fatto che sia stato poco aggressivo l'ho trovata la scelta migliore: in questo momento il suo compito non è mantenere il voto democratico ma rosicchiare consensi repubblicani giocando sulla crisi economica. Non può quindi mettersi a fare il rivoluzionario...
- Con un po' di orgoglio ho notato la straordinaria somiglianza dell'organizzazione dello studio con quella di un ideale dibattito che progettai per un esame lo scorso anno (anche se la mia regia era più dinamica...)
Peccato non avere sotto mano lo storyboard. Appena riesco faccio una scansione.
Se non ricordo male ci saranno altri due incontri, quindi avremo modo di tornare sull'argomento.
Bye!
m.
giovedì, settembre 18, 2008
Lauree 18 settembre 2008
lunedì, settembre 15, 2008
Die hard

Pur dubitando che qualcuno se ne sia preoccupato, ci tenevo ad avvisare tutti che sono ancora vivo (se questo termine ovviamente non implica "vita sociale" e "vita cerebrale").
Diciamo più che altro che vegeto davanti ad una tesi che non ne vuole sapere di scriversi da sola.
Nel mio ultimo post avevo avvisato che sarei sparito per un po' e non mi si può certo accusare di aver mentito.
Prometto che a partire da lunedì (giorno di consegna dell'odiato elaborato) ricomincerò a postare orgogliosamente su ds&mv.
Ringrazio Dav per aver mantenuto acceso il lume di speranza dei nostri affezionati lettori, tra i quali (nel poco tempo libero) io.
A proposito: che fine ha fatto Marcolino?
Ci vediamo sicuramente alle lauree!
domenica, settembre 14, 2008
pAdU's history channel: Cinema e politica di guerra
All'alba del 7 dicembre 1941 una decina di navi e duecento aerei della flotta statunitense ormeggiati a Pearl Harbor, nelle isole Hawaii, vengono distrutte senza preavviso da un bombardamento giapponese. Il bilancio in vite umane fu di oltre duemila vittime. Questo fu l'episodio che portò alla dichiarazione di guerra USA alle forze dell'asse Berlino-Roma-Tokyo in una guerra che aveva già assunto un carattere mondiale e totale.
Una guerra di questo tipo non si prepara soltanto con una intensiva produzione bellica di armamenti e uomini, ma è anche un'impresa istituzionale, economica e sociale. Benchè il fronte fosse esterno al territorio statunitense, la guerra fu anche una sfida politica per i ceti dirigenti e il popolo civile americano: i cittadini dovettero essere coinvolti nel clima di emergenza bellica attraverso una massiccia opera di propaganda e mobilitazione psicologica.
Subito dopo Pearl Harbor, in un intervento radiofonico, il presidente degli Stati Uniti T.D. Roosevelt precisò i caratteri dell'intervento armato americano: non si trattava di una guerra di conquista o vendetta, ma gli americani combattevano "per un mondo nel quale questa nazione, e ogni cosa che questa nazione rappresenta, sia sicura per i nostri figli. [...] Sappiamo che la vasta maggioranza dei membri della razza umana è dalla nostra parte. Molti di loro combattono con noi. Tutti pregano per noi. Perchè nel rappresentare la nostra causa, noi rappresentiamo anche loro - la nostra e la loro speranza di libertà sotto la protezione di Dio." Ancora una volta, come già era accaduto con il primo intervento in un conflitto europeo nel 1917, gli USA invocavano la loro storia, il loro ruolo, a partire dalla Rivoluzione settecentesca, di custodi della Libertà. L'idea che Roosevelt aveva di Libertà era però diversa da quella di Jefferson o Wilson; la sua politica interna si basava sulle "quattro essenziali libertà umane": non solo libertà di parola e religione, ma anche libertà dal bisogno(cioè sicurezza economica) e libertà dalla paura(cioè pace e tranquillità). Tutto ciò era, secondo lui, "l'esatta antitesi del cosiddetto nuovo ordine della tirannide che i dittatori cercano di creare col ferro e col fuoco". Gli americani, che uscivano dalla Grande Depressione degli anni trenta, dovevano acquistare nuova fiducia in se stessi, dovevano essere consapevoli del loro ruolo per il bene dell'umanità intera oltre che per loro stessi. In poche parole dovevano compiere una missione e vincere il la loro diffidenza isolazionista.
I cittadini americani si dimostrarono disposti a fare sacrifici per la causa, ma non erano molto sensibili ai grandi ideali. Secondo indagini condotte dall'esercito, i soldati americani combattevano più per lealtà verso i commilitoni e per sopravvivere che per idealismo. Roosevelt pensò di creare un organismo con il compito di presentare il conflitto come una guerra partiottica e di popolo, che avrebbe favorito l'avvento del "secolo americano", il "secolo dell'uomo comune". Quest'agenzia prese il nome di Office of War Information (OWI) e operò dal giugno 1942 al settembre 1945 utilizzando tutti i mezzi dellacomunicazione di massa e le tecniche della pubblicità.
Vennero annullate le tensioni interne sociali, razziali e di genere e vennero celebrati quegli uomini che con i loro comportamenti si rendevano utili alla causa bellica.
Il Cinema si rivelò un prezioso alleato anche se non passò direttamente sotto controllo del governo (come ad esempio avvenne in Gran Bretagna). Registi, sceneggiatori e attori di Hollywood (spesso emigrati antifascisti europei) prestarono volontariamente collaborazione
per girare film e documentari a soggetto bellico. Le storie erano semplici e drammatiche: piccoli gruppi di militari composti da diversi tipi sociali ed etnici (anche se spesso mancavano i neri) impegnati in imprese disperate che esaltano la virtù dei singoli e del gruppo, fino alla morte o alla vittoria. Era propaganda e intrattenimento, era show business.
Alcuni film sponsorizzati dall'OWI divennero leggendari. Tra questi il più leggendario è sicuramente uno dei capolavori assoluti dell'industria hollywoodiana: Casablanca.
Il film uscì nelle sale nel gennaio 1943. Costruito sul modello del cinema western, centrato su un eroe solitario e romantico, ambientato in una specie di città di frontiera senza legge, dove nessuno è al sicuro: l'esotica Casablanca. Il film intreccia sapientemente melodramma, azione e politica. Mette in scena la contrapposizione fra l'Europa oppressa dal nazismo e la libertà delle Americhe, verso la quale si vuole fuggire. Vengono spiegate le buone ragioni della resistenza europea e la necessità di porre fine all'isolazionismo americano e assumersi la responsabilità dell'intervento armato per le sorti del mondo.
Il protagonista Rick(Humphrey Bogart) è un'allegoria dell'America. E' diffidente, ma in fondo è sempre stato un inguaribile idealista; è scontroso e riluttante a farsi gli affari altrui ma in realtà nasconde un cuore da appassionato atruista. Quando la situazione è critica, è necessario prendere una posizione ed è in gioco la sua integrità morale sa con chi schierarsi e sa fare la cosa giusta. E' un eroe. Rinuncia persino alla sua storia d'amore in nome del dovere.
Rick, rivolgendosi a Ilsa(Ingrid Bergman):"Ilsa, le pose da eroe non mi piacciono, ma tu sai bene che i problemi di tre piccole persone come noi non contano in questa immensa tragedia".
"Ben tornato alla lotta. - lo saluta Victor Lazlo(Paul henreid), l'uomo della resistenza - Ora so che la nostra causa vincerà".
Il film si chiude emblematicamente con la marsiglese, l'inno della libertà moderna dalla tirannide, un inno militare di speranza nella vittoria.
Ma questa è un'altra storia. :P
pAdU
sabato, settembre 13, 2008
Mi si linkano kikke!
http://tv.repubblica.it/copertina/carabinieri-la-barzelletta-di-silvio/23989?video
io vi suggerisco questo...
http://www.bivacco.net/marco/index.php/2007/01/23/il-bosone-di-higgs-spiegato-a-oliver/
un bel post sempre in tema di questi giorni.
link successivi che dovessero capitare nella giornata verranno aggiunti... sfogatevi!
d
venerdì, settembre 12, 2008
Ibon... sulla stampa locale!
La sostanza qual'è? Uno di questi miei amici, Ibon Santiago Gonzales, è stato intervistato sul Busturialdea (credo) di oggi a proposito di «`Higgs bosoi´-rik aurkitzen ez bada, teoria aldatu beharko da»... tranquilli non è furlano... ;-) è basco!
| From CERN time - Bern+Luzern+Zurich |
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Per continuare con la serie...
invece un po' d'attualitò perdio!
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-2/palin-russia/palin-russia.html
per oggi forse basta...
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Beccato!
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giovedì, settembre 11, 2008
"Articolo su LHC" lettera a "La Repubblica" di Elisa Benedetti
scrivo a proposito dell'articolo pubblicato sul vostro sito in data 1 Settembre 2008 a proposito dell'esperimento LHC presso il CERN di Ginevra (http://www.repubblica.it/
Ma partiamo dall'inizio.
La didascalia all'immagine recita: "il Large hadron collider". Ora: quello che avete mostrato non è affatto LHC! Si tratta invece dell'end-cup [n.d.D. piccolo refuso è un endcap ;-)] di CMS (Compact Muon Solenoid), uno dei quattro esperimenti che prenderanno il via all'interno LHC (cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/
Le due cose, concorderete, sono piuttosto diverse.
Andiamo ora al paragrafo "il test": cinque righe e mezzo e tre errori. Non male.
Recito testualmente: "Il primo utilizzo dell'LHC, il più grande acceleratore di particelle mai costruito, con un diametro di 26 chilometri e costato circa 6 miliardi di euro, si terrà come da programma il prossimo 10 settembre al Centro di ricerche nucleari di Ginevra. La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di High, particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre."
In primo luogo il diametro di LHC non è neanche lontanamente 26 chilometri: la sua circonferenza, invece, è 27 chilometri; ne deriva che il diametro è intorno agli 8.6 chilometri.
In secondo luogo al momento non esiste alcun "bosone di High": il nome della particella è "bosone di HIGGS", dal nome del fisico inglese che per primo ne ha ipotizzato l'esistenza per spiegare l'origine delle masse delle particelle elementari. E infine, dire che questa particella "ha dato massa a tutte le altre" non è corretto, perchè il passato prossimo presuppone un'azione compiuta e conclusa: le cose non stanno esattamente così. Il bosone di Higgs conferisce massa alle particelle interagendo con esse: ovvero, se non interagissero continuamente con il bosone di Higgs, elettrone, protone e neutrone non avrebbero massa (http://it.wikipedia.org/wiki/
Provo a fare un esempio più vicino al senso comune: alla domanda "Quanto pesi?" nessuno di noi ha dubbi su cosa rispondere, ammesso che abbia qualche confidenza con la bilancia. In realtà l'obiezione da fare sarebbe: "Dove?".
A pensarci bene, infatti, il peso non è una nostra proprietà assoluta, ma dipende dal corpo (fisicamente parlando) con il quale stiamo interagendo maggiormente: in particolare, il nostro peso è dato dalla nostra interazione (gravitazionale, in questo caso) con la Terra. Si capisce quindi che, perchè noi manteniamo il nostro peso, è essenziale che continuiamo ad interagire con il nostro pianeta.
Allo stesso modo, con un altro tipo di interazione, il bosone di Higgs gioca il ruolo della Terra nei confronti delle altre particelle.
Detto questo, chiedo scusa per i toni forse un po' duri, ma in un momento in cui la disinformazione scientifica è davvero preoccupante, se nemmeno un quotidiano serio come il vostro si preoccupa di essere accurato e di dare informazioni almeno corrette, se non approfondite, la scienza diventerà sempre più un'astrusità incomprensibile ed elitaria a cui le masse non riconosceranno più nessuna utilità (come già sta accadendo), invece che prezioso partimonio di tutti.
Sperando di aver fatto cosa gradita, vi ringrazio per l'attenzione.
Elisa Benedetti.
p.s.d.D.: Concordo su tutto brava Elisa!
mercoledì, settembre 10, 2008
Vivo o morto... Higgs!
volevo solo consigliarvi un paio di link... alcuni seri altri meno, a voi la distinzione ;-)
http://diarioperinaviganti.blogspot.com/ (suggerito da Simone S.)
martedì, settembre 09, 2008
La mano destra (e sinistra) del diavolo
Ha suonato prima negli anni migliori degli Yes, ma siccome aveva così tante note da suonare contemporaneamente coltivava la sua carriera da solista.
Ultimamente va in tour da solo o col figlio... e spacca ancora tantissimo! Guardare per credere!
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lunedì, settembre 08, 2008
8 settembre. La Russa rende omaggio a soldati Repubblica sociale
Roma, 8 set. (Apcom) - Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha reso omaggio ai militari dell'esercito della Repubblica sociale italiana (Rsi) che combatterono credendo nella difesa di Roma "meritando quindi il rispetto pur nella differenza di posizioni". Nel suo discorso durante la cerimonia per il 65.mo anniversario della difesa di Roma, La Russa ha spiegato: "farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, oggettivamente e dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani, e meritando quindi il rispetto pur nella differenza di posizioni di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia".
Ho un solo commento: non si chiama obiettività caro Ministro si chiama relativismo etico. Uno degli errori più grossi della storia moderna.
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PS: vi pregherei di dare un'occhiata anche a questo.
Sempre polemico: la stampa e LHC
Io voglio limitarmi a fare un po' di sana polemica vista l'abissale ignoranza di chi ha scritto quell'articolo.
- La foto nell'articolo è un end-cap di CMS un esperimento, non LHC come è scritto!
- "...con un diametro di 26 chilometri" -> ehm, no... ha una circonferenza di 27km, praticamente un diametro di 9km dai...
- "La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di High," -> ehm, no... di Higgs... almeno documentati! Copia da qualche collega!
- "...particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre" di aver dato? perché questo passato? di dare, di dare...
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domenica, settembre 07, 2008
Sveliamo l'arcano: generare "scienza"
Spieghiamo:
l'articolo prodotto dai nostri amici Fiocco e Menegoz è un prodotto automatico che potete generare anche voi (non uguale) seguendo questo link: http://pdos.csail.mit.edu/scigen/.
"SCIgen is a program that generates random Computer Science research papers, including graphs, figures, and citations. It uses a hand-written context-free grammar to form all elements of the papers. Our aim here is to maximize amusement, rather than coherence"
Anche noi abbiamo tentato bonariamente di imbrogliarvi per divertirvi... speriamo di esserci riusciti!
d
martedì, settembre 02, 2008
Ultime dalla Scienza: Synthesizing Compilers Using Multimodal Configurations
Questo lavoro segna uno spartiacque. Come molti in precedenza (vedi bibliografia articolo). Ora tutti questi spartiacque... come sono organizzati tra loro? In che spazio vivono? (Sto lavorando a un articolo che propone la coincidenza di tutti questi spartiacque, pertanto tutti gli articoli taggati come "spartiacque" sarebbero dei veri buchi nell'acqua) Non è proprio questo l'argomento dell'articolo.
L'articolo è in inglese. Può essere agevolmente stampato su qualsiasi tipo di carta, anche colorata. Si sconsiglia l'utilizzo di carta nera, sebbene riposante per gli occhi (tra l'altro si può raggiungere la medesima conclusione aggiungendo due o tre ipotesi all'articolo in allegato, come il calcolo distribuito e l'utilizzo di git al posto di cvs svn). L'articolo è corredato di immagini che tuttavia non vogliono rendere eccessivamente pittorico lo sforzo teorico profuso. Data la complessità del lavoro si consiglia di bere un "nero lungo" prima della lettura.
Conscio dell'impatto che questo lavoro produrrà nella comunità scientifica internazionale, consiglio la lettura anche all'uomo della strada (e anche alla donna della medesima) che ne trarrà sicuro beneficio.
Sinceramente convinto, dott. Scaini
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lunedì, settembre 01, 2008
Sviluppatori unitevi
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domenica, agosto 31, 2008
Il Moccia che c'è in me
D. Moccia
giovedì, agosto 28, 2008
Il Boot Loader Universale: "das U-Boot"
Volendo procedere in ordine, sembra che il FR monti come boot loader UBoot... mi sono documentato e ho trovato questo eccellente (perché altamente comprensibile e ben scritto) articoletto "Introduction to Das U-Boot, the universal open source bootloader". Ne riporto una parte, che reputo interessante, tradotta in italiano da me medesimo.
Prima una breve nota alla traduzione... in ambito informatico ci sono delle cose abbastanza intraducibili, o almeno che io ho sempre letto in inglese e delle quali non ricordo traduzione italiana; per esempio: "embedded linux platforms" starebbe per piattaforme con linux incassato/incastrato/conficcato... generalmente ci si riferisce a software "low level" nel senso che si interfaccia direttamente all'hardware. Quindi come rendere tutto ciò con sole tre parole? Proviamoci...
Seconda nota: non ho tradotto pedantemente, per quanto possibile, l'articolo, ma ho un po' smussato... Inoltre alcune cose le ho lasciate in inglese, non ho la mania d'oltralpe di tradurre qualsiasi cosa.
Piattaforme che usano come motore linux stanno apparendo sul mercato a una frequenza stupefacente. Dalle schede da tre pollici "Gumstix" ai PDA e smart-phones, linux è dappertutto. Installare e lanciare (booting) Linux su queste schede che variano ampiamente è abbastanza un lavoro a giornata. Senza un buon boot loader queste macchine sono soltanto dei bei pezzi di silicio che non possono far nulla. È proprio qui che Das U-Boot, un boot loader universale (Free Software), si inserisce.
Un boot loader è un piccolo software che viene eseguito subito dopo l'accensione di un computer. Sul vostro desktop Linux conoscete probabilmente lilo o grub, che è collocato nel master boot record (MBR) del vostro hard drive. Dopo che il BIOS provvede a varie inizializzazioni di sistema, esegue il boot loader collocato nell'MBR. Successivamente il boot loader passa al kernel le informazioni di sistema ed esegue il kernel. Per esempio il boot loader dice al kernel quale partizione del disco rigido montare come root.
In un sistema embedded (dovreste aver capito a cosa ci si riferisce, p.e. pensate al software che è preinstallato sul vostro access point quando vi-ci-si collegate per configurarlo, quello è un tipico esempio di software embedded) il ruolo del boot loader è puù complicato perché questi sistemi non hanno un BIOS per fare la configurazione di sistema iniziale. L'inizializzazione base (low level) dei microprocessori, dei controllers di memoria e di altro hardware specifico varia da scheda a scheda e da CPU a CPU. Queste inizializzazioni devono essere effettuate prima che possa essere eseguito il kernel Linux (un'immagine del kernel).
Al minimo un loader embedded fornisce le seguenti caratteristiche:
• Inizializzazione dell'hardware, specialmente il controller di memoria.
• Fornisce i parametri di boot per il kernel Linux.
• Avvia il kernel Linux.
Inoltre, la maggior parte dei boot loaders fornisce delle features utili che facilitano lo sviluppo:
• Lettura e scrittura di porzioni arbitrarie di memoria
• Caricamento di immagini (non nel senso di jpg o bmp... ;-) ) binarie nella RAM della scheda via una porta seriale o Ethernet
• Copia di immagini dalla RAM alla memoria FLASH
Das U-Boot (un po' di storia)
Das U-Boot è un boot loader rilasciato sotto licenza GPL, è cross-platform ed è condotto dal project leader Wolfgang Denk e maturato da un'attiva comunità di sviluppatori e utenti. U-Boot fornisce un supporto immediato (out-of-the-box) per centinaia di schede e un'ampia varietà di CPU come PowerPC, ARM, XScale, MIPS, Coldfire, NIOS, MIcroblaze e x86. Si può configurare facilmente U-Boot per raggiungere il giusto bilanciamento tra un ricco insieme di caratteristiche e dimensione del binario.
U-Boot ha origine nel progetto 8xxROM, un boot loader per sistemi PowerPC 8xx, di Magnus Damm. Quando il prgetto venne portato in Sourceforge nel 2000, l'attuale project leader Wolfgang Denk lo rinominò in PPCBoot, poiché Sourceforge non ammette che l'iniziale del nome del progetto sia un numero.
L'essere aperto e utile alimentò il fuoco della popolarità di PPCBoot, portando gli sviluppatori a migrare (fare un porting di) PPCBoot a nuove architetture. Dal settembre 2002 PPCBoot supportava quattro diversi processori ARM e il nome PPCBoot iniziava a diventare strano/bizzarro. Nel novembre 2002 il team di PPCBoot ritirò il progetto, ciò portò alla comparsa di "Das U-Boot".
La forza dello sviluppo di progetti Free Software è chiaramente evidente nel successo di U-Boot. Le quattro libertà espresse dalla Free Software Foundation nella Free Sofware Definition alimentano direttamente l'impressionante progresso e l'ampia diffusione.
Se poi siete interessati ad aspetti più tecnici come compilare U-Boot per la vostra scheda e l'utilizzo base di U-Boot, vi rimando all'articolo originale.
d
domenica, agosto 24, 2008
Cerco casa!!
mercoledì, agosto 20, 2008
Openmoko Om 2008.8 Release
tutti i traguardi raggiunti... vedremo presto come si riperquoteranno
in usabilità e funzionalità ;-) (è un'alpha)
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Dear Community,
We are proud to announce the release of Om 2008.8 for public reviewing.
It represents our current state of development over the last 6 months.
We came a long way before achieving this milestone.
Here is what you can expect:
- A stable and working phone stack realized by using Qtopia.
- A new and flexible window manager [Illume] that broadens our support for the different graphic libraries, including GTK+ and more.
- The whole system software has been reworked which leads to a very fast and reliable suspend & resume, LED control and power management.
- A graphical frontend [Installer] for package management as installing, removing or updating applications via repositories.
- Also included is an application which combines GPS and SMS [Locations] for easy sharing of locations among friends.
For detailed information about Om 2008.8 (including instructions, references and currently known issues) check out our wiki at: http://wiki.openmoko.org/wiki/Om_2008.8
Please consider this a next step towards an open end user ready mobile platform. We are not there yet but we will continue working towards that direction. We invite you to install our latest release and give feedback: http://downloads.openmoko.org/releases/Om2008.8/Om2008.8.rootfs.jffs2
http://downloads.openmoko.org/releases/Om2008.8/Om2008.8.uImage.bin
Soon after our release we will publish frequent snapshots of our builds to give you the possibility to follow our development and latest fixes. You can join forces with our QA team by submitting bug reports and/or patches to make the platform as robust as possible.
We are excited about this release and look forward to moving together towards upcoming milestones.
Best Regards,
Openmoko Team





















